Category Archives: Recensioni

Il magnifico ‘Lucky’, con Harry Dean Stanton: l’altro lato di ‘Una storia vera’

Recensione di Matteo Marino

28 agosto 2018

Con el tiempo y un ganchito,
Ha de resecarse el mar,
Con el tiempo, con el tiempo,
De mi te has de enamorar.
Porque el tiempo es buen amigo,
Buen amigo de verdad.

[Con El Tiempo Y Un Ganchito ]

Un’altra storia vera

Un testardo ultrasettantenne di nome Alvin, dopo una caduta in casa che lo lascia immobile sul pavimento, intraprende un lungo viaggio per riconciliarsi col fratello lontano con cui non parla da anni. Il fratello ha appena avuto un infarto. Non potendo guidare, Alvin decide di affrontare il viaggio su un lentissimo tosaerba, tra ostacoli, incontri e paesaggi mozzafiato.  Questa è, semplificando, sia una storia vera sia la trama di Una storia vera, film diretto da David Lynch nel 1999. Tutto il film si reggeva sull’interpretazione di un grandissimo Richard Farnsworth, all’epoca già malato, ma non lo aveva detto a nessuno (sarebbe scomparso nel 2000).  Il fratello di Alvin, invece, l’invisibile motore del racconto finché non lo vediamo nel finale, è interpretato da un altro grande, Harry Dean Stanton, faccia indelebile di tanto cinema americano, non importa se in ruoli da protagonista o, più spesso, in piccole perle da pochi minuti.

Lucky, film del 2017 diretto da John Carroll Lynch – attore al suo debutto nella regia, nessuna parentale con David Lynch – per molti versi sembra l’altro lato di Una storia vera. I rimandi (voluti? inconsapevoli? chiamiamoli rime) sono molteplici: la caduta in casa che innesca la storia, la lentezza della testuggine e la lentezza del trattore, il ricordo di guerra rievocato al bar, la presenza dello stesso Lynch come attore (che scene e controscene tra Stanton e Lynch! Una coppia perfetta. Stavolta è Lynch a fare apparizioni di pochi minuti, ma che apparizioni), e ovviamente il fatto che tutto il film si regga proprio sull’interpretazione del “fratello” di Alvin, Harry Dean Stanton (che sarebbe scomparso nel settembre del 2017).

Lucky, insomma… brings back some memories, fa riaffiorare molti ricordi. Che non si limitano però a un solo film, o solo ai film. Continue reading

Perché andare a vedere “David Lynch: The Art Life”, al cinema dal 20 febbraio

di Matteo Marino
18 febbraio 2017

Come saprete il documentario “David Lynch: The Art life” uscirà questo lunedì nei cinema italiani con proiezioni evento (occhio alla data che può variare da città a città: l’elenco completo di sale e date lo trovate subito dopo la recensione).

In collaborazione con Wanted Cinema, i lettori di davidlynch.it potranno vedere il documentario a prezzo ridotto stampando il voucher che trovate a questo link o in fondo all’articolo (NB: aderiscono tutte le sale tranne il Cinema Rosebud di Reggio Emilia).
Sono molto felice di questa iniziativa, anche perché, per gli appassionati di Lynch, il documentario è da non perdere. L’ho visto e vi racconto perché.

Diretto da Rick Barnes, Jon Nguyen, Olivia Neergaard-Holm, presentato alla Mostra del cinema di Venezia l’anno scorso, “David Lynch: The Art Life” è quello che il titolo promette: un’immersione nella “vita dell’arte” del regista americano.
Prima di tutto perché riprende Lynch al lavoro nel suo studio sulle colline di Hollywood. La parola “studio” fa venire in mente un ambiente asettico e chiuso, ma qui è il contrario: in quegli ambienti (sono almeno tre in realtà, non uno solo) Lynch vive (tra l’altro sono attaccati alla sua abitazione), ci vive tutti i giorni (è questa l’impressione che abbiamo), ci vive la sua arte (di pittore, soprattutto), costantemente impegnato a fare qualcosa. È come essere invitati a casa sua (la sua casa artistica) e avere la possibilità di stargli accanto mentre dipinge, modella, crea. Per chi ama il suo mondo, è un dietro le quinte prezioso, perché mostra la creatività non in maniera astratta ma come lavoro quotidiano, passione coltivata, impegno anche fisico. Continue reading

My Beautiful Broken Brain: la recensione del documentario prodotto da David Lynch

di Matteo Marino e Stefano Ventura
6 aprile 2016

Dear Mr. Lynch,
mi chiamo Lotje Sodderland e vivo a Hackney, a Londra.
Due mesi fa ho avuto un’emorragia intracerebrale e ho perso la capacità di leggere e scrivere. Ecco perché le invio un videomessaggio.
È come trovarsi in una nuova dimensione. È un luogo meraviglioso, doloroso, a volte da incubo, nella mia testa. Ma è anche dove posso perdermi completamente, in questo luogo nuovo, così bello e straordinario, che ho scoperto dove una volta c’era il mio cervello. Mi piacerebbe condividerlo con lei, perché credo che le piacerebbe.

My Beautiful Broken Mind - David Lynch & Lotje SodderlandIo e il mio mitologo personale, Stefano Ventura, ci siamo visti l’altra sera su Netflix My Beautiful Broken Brain, un documentario finanziato attraverso Kickstarter che a un certo punto del suo percorso ha incontrato David Lynch. Lynch è rimasto affascinato e colpito dalla vicenda (grazie prima di tutto a questo videomessaggio che Lotje gli ha inviato) al punto da non voler rimanere solo un “personaggio” evocato da Lotje nelle sue riflessioni («A volte mi viene da pensare a David Lynch. È come stare nella Stanza Rossa a Twin Peaks.»): è diventato produttore esecutivo del film.
Essendo Stefano anche uno psicologo e un esperto di filosofia orientale (il documentario inizia con una citazione dalle Upanisad letta in voce off da Lynch stesso), gli ho chiesto di scrivere con me una recensione particolare per un film particolare, una recensione a quattro mani, dove tra l’altro scopriremo le molte connessioni (spesso involontarie, quindi ancora più sorprendenti) tra il documentario e le opere di Lynch… Continue reading

Condividi e vinci “DURAN DURAN: UNSTAGED” di David Lynch. Recensione e concorso

di Matteo Marino
31 agosto 2015

È finalmente disponibile in home video, grazie a  CG Entertainment/QMI, il live streaming del concerto dei Duran Duran del 23 marzo 2011 a Los Angeles diretto da David Lynch.

Un’altra bella notizia è che due tra voi, fan di David Lynch, dei Duran Duran, o di tutti e due,  vinceranno un dvd e un blu-ray di “Duran Duran: Unstaged”!

Si tratta di un evento particolare per me perché  l’anno scorso fu proprio l’annuncio dell’uscita di “Duran Duran: Unstaged” al cinema, dopo un’assenza di otto anni del Maestro dalle sale, che mi spinse a concretizzare un progetto che rimandavo da troppo tempo: dedicare un sito italiano a David Lynch. Da allora, come saprete, è stata una valanga di annunci e sorprese, dal blu-ray di Twin Peaks con gli agognati Missing Pieces, all’incontro con Lynch al Lucca Film Festival, fino all’annuncio del ritorno di Twin Peaks con una terza stagione. E davidlynch.it ha riunito la più grande community italiana di fan del regista, il cui numero continua ad aumentare, bontà vostra. Ecco, per me quest’anno di rivoluzioni è cominciato proprio con l’uscita di “Duran Duran: Unstaged”, e sono molto contento di avere ora l’opportunità di regalarlo a due lettori. Continue reading

‘Twin Peaks: The Missing Pieces’ – Guida alla visione (3 di 6)

di Matteo Marino
3 giugno 2015
English version here

Benvenuti alla tanto attesa (bontà vostra) terza parte della mia personale guida alle scene inedite ed estese di Fuoco cammina con me!
Per ogni evenienza trovate le prime due puntate qui e qui.

Per procedere nella lettura, oltre ad aver visto Twin Peaks e Fuoco cammina con me perché qui è pieno di SPOILER, vi basti sapere che:
1. in corsivo sono riassunte e commentate le scene del film così come è uscito nel 1992;
2. in rosso sono tradotte e commentate le differenze con lo script originale;
3. i Missing Pieces sono indicati e commentati con numero e titolo (così come sono presentati nel Blu-ray) e inseriti nella loro giusta collocazione rispetto al film.

Nella seconda parte della guida avevamo scoperto che la scena sopra il “convenience store” (7. Above the convenience store), quella con Bob, il Nano (The Man From Another Place) e altri strani figuri, era stata ampiamente modificata al momento delle riprese. Alcune battute erano state cambiate e assegnate a personaggi diversi: di fatto, i boscaioli e la Signora Tremond non dicono una parola nella scena girata, al contrario di quanto avviene sullo script. Il curioso motivo di questi cambiamenti l’abbiamo già affrontato la volta scorsa (e se è questa l’evenienza, cliccate qui per rinfrescarvi la memoria). Ora vediamo nel dettaglio questi cambiamenti e poi ci facciamo un giro tra le tante teorie che questa scena criptica ha suscitato… oltre a vagliarne di nuove…

convenience store

Ecco lo script originale della scena, con appunti sui cambiamenti… Continue reading