Dura Duran Unstaged

Condividi e vinci “DURAN DURAN: UNSTAGED” di David Lynch. Recensione e concorso

di Matteo Marino
31 agosto 2015

È finalmente disponibile in home video, grazie a  CG Entertainment/QMI, il live streaming del concerto dei Duran Duran del 23 marzo 2011 a Los Angeles diretto da David Lynch.

Un’altra bella notizia è che due tra voi, fan di David Lynch, dei Duran Duran, o di tutti e due,  vinceranno un dvd e un blu-ray di “Duran Duran: Unstaged”!

Si tratta di un evento particolare per me perché  l’anno scorso fu proprio l’annuncio dell’uscita di “Duran Duran: Unstaged” al cinema, dopo un’assenza di otto anni del Maestro dalle sale, che mi spinse a concretizzare un progetto che rimandavo da troppo tempo: dedicare un sito italiano a David Lynch. Da allora, come saprete, è stata una valanga di annunci e sorprese, dal blu-ray di Twin Peaks con gli agognati Missing Pieces, all’incontro con Lynch al Lucca Film Festival, fino all’annuncio del ritorno di Twin Peaks con una terza stagione. E davidlynch.it ha riunito la più grande community italiana di fan del regista, il cui numero continua ad aumentare, bontà vostra. Ecco, per me quest’anno di rivoluzioni è cominciato proprio con l’uscita di “Duran Duran: Unstaged”, e sono molto contento di avere ora l’opportunità di regalarlo a due lettori.

Chi di voi ha avuto occasione di vederlo al cinema, nelle selezionate date in cui uscì? A molti è sembrata una vera stranezza: una delle band mito degli anni Ottanta, simbolo del suono mainstream di quel periodo, vista oggi attraverso gli occhi di un artista enigmatico come Lynch, creatore di mondi inquietanti e visionario esploratore della mente. Invece non è così strano. Sicuramente non quanto il dover accettare che Morgan Spurlock, autore del documentario di denuncia Supersize Me, sia il regista di This is Us, film 3D sul gruppo teen One Direction.

Non è così strano in primo luogo perché non si tratta della prima incursione di Lynch nel mondo dei Duran Duran: aveva infatti già curato il remix di un loro pezzo, Girl Panic, “uno dei migliori remix di una nostra canzone che avessi mai sentito, molto, ma molto più bello e riuscito di quelli fatti da tanti dj o produttori che si fanno pagare migliaia di dollari”, parola di Nick Rhodes, uno dei fondatori del gruppo. In secondo luogo non si tratta certo del primo contributo di Lynch al mondo della musica, dalla collaborazione con Angelo Badalamenti a quella con John Neff (BlueBob, 2003), passando per Danger Mouse e Sparklehorse (due canzoni del bellissimo Dark Night of the Soul  nel 2007 ) e poi due album interamente suoi nel 2011 e nel 2013 (Crazy Clown Time e The Big Dream), nonché il sodalizio artistico con la nuova musa Chrysta Bell (This Train, 2011). Senza dimenticare la regia di videoclip per Chris Isaak, Moby, Interpol, Nine Inch Nails… Insomma, non si può certo dire che l’amore per la musica sia marginale nell’universo lynchiano.

Il film è introdotto per l’Italia (altra stranezza) da Morgan, ma anche qui, se andiamo a scavare nei suoi testi, scopriamo che nel 1999 cantava: “I’ve been playing with duran duran / I’ve been writing with david lynch” (Bluvertigo, Finché saprai spiegarti, nell’album “Zero”)…

Ma qual è l’idea alla base di “Duran Duran: Unstaged”? No, non ci sono dietro le quinte. Non vediamo Simon Le Bon in camerino. A dispetto del titolo, non usciamo mai fuori dal palco. Assistiamo a tutto il concerto dall’inizio alla fine, senza interruzioni, ma attraverso il filtro di una sovrimpressione continua di immagini preparate dallo stesso Lynch, immagini che ci fanno stare lì ma al contempo non ci fanno stare lì. Che poi è la sensazione che proviamo quando, anziché partecipare a un concerto, assistiamo alla sua registrazione.

Quando scrivo sovrimpressione, intendo letteralmente: “Il film è composto da due strati visivi che si sovrappongono” racconta Nick Rhodes. “Sullo sfondo ci siamo noi durante il concerto, ma come filtro ci sono altre immagini girate da Lynch. Ci sono animazioni e scenette con attori in carne e ossa che recitavano a due passi da noi, sul palco. Con una macchina da presa Lynch riprendeva loro, con l’altra riprendeva noi. E poi, a distanza, con un’altra ancora riprendeva una camera piena di fumo. Alla fine ha unito tutto questo più altro materiale ancora aggiungendoci vari effetti speciali. Davanti al montaggio finale non si poteva che rimanere sbalorditi”.

Il risultato?

Simon Le Bon, con look total black e una Union Flag di paillettes ricamata sulla giacca, canta con voce ricca e ammaliante (esorcizzando completamente il famigerato disastro del Live Aid del 1985, in cui i Duran Duran si esibirono senza prove e Simon produsse “la stecca udita in tutto il mondo”) e intrattiene il pubblico tra un pezzo e l’altro. E quando alla fine David Lynch viene chiamato sul palco per gli applausi finali del pubblico in delirio, ma tarda ad arrivare, e non arriva, Le Bon non batte ciglio e ha la presenza di spirito per inventarsi una chiusa perfetta. John Taylor sfodera i suoi riff, Nick Rhodes ci fa volare sui tappeti sonori delle sue tastiere, Roger Taylor ci dà il tempo, e amici e guest star (Gerard Way dei Chemical Romance, Beth Ditto dei Gossip, Mark Ronson, Kelis) contribuiscono a infiammare il pubblico. Con la fotografia del grande Peter Deming di Strade Perdute e Mulholland Drive, vediamo tutto questo attraverso immagini sovrimpresse  di fiamme, scintille, lupi affamati, leopardi di plastica, elicotteri al computer, lancette d’orologio, i raggi della ruota di una bicicletta, la resistenza incandescente di una lampadina, guanti che tengono palline e forchette, mettono chiodi e facendolo sembrano inchiodare sul palco i Duran Duran come insetti su un quadro, teste di creta che spiccano su esili fili come palloncini, topini di stoffa che fanno da coristi, la vertigine che evoca Vertigo di Hitchcock mentre assistiamo a una trascinante performance di “Notorius” (nel video) e tante altre cose bizzarre. A volte semplice fumo.

Gli sketch visivi partoriti dalla mente di Lynch ci passano davanti come le figure che Dorothy vede volteggiare nel tornado che la sta portando a Oz con tutta la sua fattoria.

Eppure, anche se non avevo mai visto qualcosa del genere, c’era qualcosa di familiare, almeno per me. Vi è mai capitato di ascoltare una canzone, chiudere gli occhi e proiettarvi sullo schermo della mente le immagini che vi suscita, anche al di là delle parole? Non una cosa pensata, razionale, che raccontereste a qualcuno, ma qualcosa di non preparato, non voluto, inadatto, qualcosa di unstaged. Confesso che a volte lo faccio. A volte mi immagino semplicemente una strada percorsa in auto di notte, magari una galleria (toh, come in “Being Followed”). Più spesso, nelle mie visualizzazioni indotte seguendo il ritmo di una canzone che amo o che sento per la prima volta e subito mi conquista, c’è (forse non lo dovrei dire, ma ormai il dado è tratto) il disegno stilizzato e nero di un omino, alto quindici centimetri, che balla in maniera fenomenale come io non riuscirei mai e, non chiedetemi perché, lo fa sul parabrezza di una macchina, lato sedile passeggero, mentre piove a dirotto e i tergicristalli sono in funzione. Le sue evoluzioni sono molto più complesse di quelle richieste da Lynch alle sue Barbie mentre Simon canta “Sunrise”, ma immaginate la mia sorpresa quando ho visto su grande schermo realizzata una versione della mia visualizzazione segreta da parte del mio regista preferito. Lynch lo fa.

Ora, per non apparirvi troppo strano, vi potrei parlare della metafora ravvisabile nelle immagini sovrimpresse di ” Come Undone”. Su un prato verde un uomo sbatte ossessivamente una paletta sul barbecue, fino a far cadere gli hot-dog che sta cuocendo direttamente nella brace: rappresentano il pubblico cotto a puntino dalle performance del gruppo o il gruppo stesso, sui carboni ardenti, stracotto, che rischia di bruciarsi?… Oddio, forse sto peggiorando solo le cose, e poi in realtà la mia opinione è che non ci sono tutte queste metafore da sviscerare, come invece avviene nelle opere narrative di Lynch. Abbiamo a che fare qui con una sorta di pittura/scultura/videoarte automatica su paesaggi sonori, per vedere se capitano, come spera Lynch nell’introduzione, “incidenti felici” nell’incontro tra musica e immagini. Questo approccio e i suoi risultati possono piacere o non piacere (alcuni fan di Lynch lo hanno accusato di manierismo, altri hanno trovato l’idea interessante ma ripetitiva), ma una cosa del genere non si era mai vista, e dimostra secondo me la vitalità di un regista di 69 anni che non smette di giocare con i suoi fantasmi e di sperimentare con il mezzo audiovisivo, senza mai avere la certezza del risultato, se no che esperimento è, ma quando nella sua carriera l’abbiamo visto vincere la sfida, l’ha vinta in maniera epocale.

“Questo non è un concerto normale, ma un esperimento, una specie di evocazione dal vivo di immagini musicali spontanee” conferma lo stesso David Lynch introducendo il live-streaming. Più che di film, di docu-film o di concerto, si dovrebbe parlare di INSTALLAZIONE ARTISTICA, come perfettamente suggerito sul sito ufficiale di CG Entertainment (dove potrete vedere molti altri video tratti dal dvd).
E ora potete avere questa installazione artistica a casa vostra.

Partecipare al concorso è semplicissimo.

Condividi e vinci Duran DuranREGOLAMENTO

1) Assicurati di aver messo “Mi piace” alla pagina fb David Lynch – www.davidlynch.it
2) Apri questa (e solo questa) immagine: http://ow.ly/Rzw8n. Commentala indicando la tua preferenza (dvd o blu-ray)
3) Condividila sulla tua bacheca facebook

…assisti all’estrazione in diretta!

N.B. Sono necessari tutti e tre i passaggi (like alla pagina, commento alla foto, condivisione) affinché la partecipazione sia valida.

DURATA DEL CONCORSO
L’evento parte il 31 agosto 2015 e termina giovedì 3 settembre alle 21.30.

VINCITORI
Alle 21.30 di giovedì 3 settembre, potrete assistere all’assegnazione del dvd e del blu-ray in diretta Periscope su twitter (@David_Lynch_it). Se ancora non siete miei follower, è il momento giusto per diventarlo! L’estrazione casuale avverrà tramite il sito woobox.com. Il primo nome estratto riceverà il dvd o il blu-ray, a seconda della scelta fatta nel commento (ad esempio dvd). Il secondo premio andrà al primo dei successivi nominativi estratti che avrà indicato l’altro formato (ad esempio blu-ray). Si verificherà che le tre semplici regole (like alla pagina, commento, condivisione) siano state rispettate, altrimenti si procederà a un’ulteriore estrazione. I vincitori saranno pubblicati il giorno successivo sulla pagina fb David Lynch – www.davidlynch.it. A quel punto potranno contattare la pagina tramite un messaggio privato per indicare l’indirizzo a cui vorranno ricevere il premio. Se siete di Roma, ci incontriamo direttamente e ci prendiamo un caffè dannatamente buono.

ATTENZIONE
– Saranno validi solamente i commenti fatti all’immagine nel link indicato (http://ow.ly/Rzw8n)
– Si può commentare una sola volta scegliendo o dvd o blu-ray (commenti multipli o del tipo “va bene sia dvd sia blu-ray” saranno annullati)
– Il concorso ha validità nazionale e le spedizioni saranno effettuate (gratuitamente) in Italia
– Condividendo l’immagine accetti tutti i punti del regolamento
– I gufi non sono quello che sembrano

Grazie a tutti, lynchiani, lynchiane e fan dei Duran Duran, e se vi è piaciuta la recensione, condividete anche l’articolo!

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