Debunking: Lynch NON ha mai detto che ‘Twin Peaks 4’ non si farà

di Matteo Marino
22/04/2020

Da un paio di giorni alcuni siti internazionali (e anche alcuni italiani) riportano un’errata comprensione della bellissima intervista che David Lynch ha rilasciato a «The Hollywood Reporter» il 20 aprile su come stia vivendo la quarantena. Certe sue affermazioni hanno spinto alcuni a titolare cose come “La quarta stagione di Twin Peaks non si farà, lo dichiara Lynch” e a riportare frasi estrapolate dal contesto che sembrerebbero avvalorare questa conclusione. Ecco, non è vero. E non è vero, in primo luogo, per il semplice fatto che tali frasi non si riferiscono affatto a Twin Peaks: è questo l’errore di fondo in cui molti stanno incappando in queste ore
Chi ha rilanciato la notizia alterandola in questo modo non ha capito che “la serie tv segreta” a cui Lynch starebbe lavorando per Netflix secondo alcune voci – voci di cui l’intervistatore chiede la fondatezza – NON È Twin Peaks, anche perché Twin Peaks è una serie Showtime. Ripeto: è ai rumor su una presunta serie Netflix (diversa da Twin Peaks: ne ho parlato qui) che fanno riferimento sia l’Hollywood Reporter sia il regista, e come al solito, Lynch, anche in questo caso, dice e non dice: praticamente afferma che nulla sta accadendo ora, giocando sul fatto che con il blocco è tutto fermo, e lascia intatta l’ambiguità. Puro Lynch. Di Twin Peaks non si parla se non alla fine del pezzo, e Lynch dice un’altra cosa ancora. Ho perciò deciso di tradurre per il lettori italiani i punti salienti dell’intervista, che trovate completa e in originale qui. Ma prima, vorrei aggiungere un’ultima cosa.
Come già scrivevo nella cronistoria di questi 30 anni di Twin Peaks, so che alcuni fan non aspettano altro che una quarta stagione, altri invece sono soddisfatti così e anzi addirittura non vorrebbero un proseguimento, ognuno per i suoi motivi (li trovate in quel post), ma non è questo il punto: il punto è che non si sa nulla, né in un senso né in un altro. O meglio, si sa cosa ha detto Mark Frost a riguardo, in un’intervista su Yahoo Entertainment datata 8 aprile 2020 (la trovate in originale qui). Parlando dell’ultima scena di Twin Peaks – Il ritorno: «È sembrato il punto giusto in cui farlo terminare, dato che Cooper in un certo senso ha sfidato le regole per provare a rimediare a un orribile torto, finendo col pagare lui stesso un prezzo terribile. Per quanto riguarda l’eventualità di proseguire Twin Peaks, mai dire mai, dico io. Chi si sarebbe aspettato che saremmo tornati quando l’abbiamo fatto? Detto questo, penso che The Return si regga in piedi da solo in modo molto efficace, e dovremo solo aspettare e vedere». Un’altra dichiarazione passibile di diverse interpretazioni. A me piace notare che Mark Frost ha usato la stessa espressione usata da Lynch a Lucca poco prima dell’annuncio ufficiale della terza stagione. Ma il contesto è diverso, ed è un’espressione comune, qui può significare tutto e niente. Lo dico mentre fortissimamente spero. Sono di parte: e con questo voglio dire che se Lynch e Frost hanno un’idea per proseguire di cui sono convinti, io sono con loro e non potrebbero farmi più felice; se non ce l’hanno, va benissimo così… basta che Lynch ‘sta serie Netflix la faccia sul serio!
E ora ecco i punti salienti dell’intervista sull’Hollywood Reporter, in cui Lynch parla del mondo dopo la crisi sanitaria, di Dune e di come si sente oggi ripensando a Twin Peaks – Il ritorno:

«The Hollywood Reporter»: Come si sta adattando alla situazione attuale?

David Lynch: Molto bene. Mi piace l’isolamento.

Il blocco non influisce più di tanto sulla sua routine quotidiana?

No. È molto piacevole, e ho tanti progetti a cui posso lavorare da solo, quindi non è un problema per me.

[…]

Le strade vuote le fanno venire in mente qualcuno dei suoi film?

Posso immaginarle, ma non sono mai stato fuori. Non ho mai lasciato casa, sono stato dentro a lavorare ai miei progetti.

Se qualcuno sta vivendo l’isolamento con maggiore difficoltà, cosa potrebbe fare per affrontarlo meglio?

Abbiamo questo mondo interiore, e se è pieno di paura, tensione e preoccupazioni, se vogliamo davvero pulire il meccanismo dalla negatività e trovare l’oro, abbiamo bisogno di apprendere questa tecnica – la Meditazione Trascendentale. [Ti consente di] immergerti nel profondo e trascendere, sperimentando il tesoro che è dentro ogni essere umano, un tesoro di intelligenza, creatività, pace, amore, energia, felicità. È possibile apprendere la tecnica in quattro giorni, circa un’ora e mezza al giorno con un insegnante riconosciuto di MT, e la vita andrà davvero bene.

[…]

Dove immagina l’umanità dopo la crisi del COVID-19?

Non so come si svolgeranno le cose, ma credo che Madre Natura giochi un ruolo importante in quello che sta succedendo. Dicono che ci sono immagini satellitari che mostrano un mondo più pulito, perché la gente inquina di meno. È un mondo più tranquillo, pacifico, pulito e amichevole, in un certo senso. Credo che le persone usciranno da tutto questo diverse da come ci sono entrate. Ci sono parecchie persone che vogliono tornare a lavorare adesso, ma io penso che non sarà così facile. Probabilmente questa situazione durerà abbastanza a lungo da instillare un cambiamento nella gente. E dopo credo ci attenda un mondo più spirituale, più gentile, amichevole, in cui ci importi di più del prossimo, molto stimolante dal punto di vista delle invenzioni e della risoluzione dei problemi. Un mondo davvero fantastico.

Il blocco ha influito sulla produzione di uno dei suoi progetti?

Il blocco ha fermato tutti quei lavori che coinvolgono più persone. Ti spinge a fare le cose da solo. Per esempio, sto sperimentando con la musica. Posso sperimentare con ogni tipo di film che si possono realizzare al computer. E posso lavorare il legno e costruire cose. Dipingere. Non è possibile lavorare a un film ora come ora, e credo non si potrà fare per molto tempo, non è pensabile mettere su una grossa troupe e filmare come al solito. È troppo pericoloso ora. È qualcosa su cui riflettere sul serio. Credo che non potrò girare un film prima che ci sia un vaccino.

Gira voce di una serie tv che starebbe realizzando in segreto per Netflix.

Ci sono molte voci, ogni genere di voci. C’è un mio progetto intitolato What Did Jack Do? su Netflix proprio ora. È un gran corto, su una scimmia. È qualcosa che dovete vedere. Può aiutarvi durante la quarantena.

E l’altro progetto?

Ci sono molte voci che girano, ma quello che posso dirti è che non sta succedendo nulla al riguardo.

OK, quindi le voci sono infondate?

È una voce che se anche fosse fondata… al momento non sta accadendo nulla.

Questa settimana sono state diffuse le prime foto del nuovo adattamento di Dune diretto da Denis Villeneuve. Le ha viste?

Ho zero interesse in Dune.

Come mai?

Perché mi ha spezzato il cuore. È stato un fallimento e non ho avuto il final cut. Ho raccontato questa storia un miliardo di volte. Quello che è uscito non è il film che volevo girare. Ci sono certe parti che mi piacciono molto – ma per me è stato un fallimento totale.

Vedresti mai l’adattamento di Dune di qualcun altro?

Ho detto che ho zero interesse.

Se potessi scegliere, cosa preferiresti fare: un film o una serie tv?

Una serie tv. Proprio ora. I film sono in difficoltà, eccezion fatta per i blockbuster. I film d’art et d’essai sono spacciati. Potrebbero resistere in sala una settimana e se c’è un multiplex sarebbero programmati nella sala più piccola per poi finire in Blu-ray o On Demand. Un film del genere sul grande schermo è un’esperienza andata. Andata, ma non dimenticata.

[…]

Fare un altro film per il cinema è fuori questione?

No, mai dire mai. Ma adoro una storia che continua, e i canali a pagamento sono le nuove arthouse. Totale libertà. Il suono non è buono come al cinema, lo schermo non è così grande, ma le tv stanno diventando sempre più grandi e migliori, quindi c’è speranza. E poi hai la possibilità di far proseguire la storia, quindi sono le nuove arthouse, secondo me.

Ora che può guardare Twin Peaks – Il ritorno da una certa distanza, come la fa sentire?

Twin Peaks – Il ritorno è oro.

Fonti:
The Hollywood Reporter, per l’intervista a David Lynch

Yahoo Entertainment, per l’intervista a Mark Frost

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