Harry Goaz in a still from Twin Peaks. Photo: Suzanne Tenner/SHOWTIME

Twin Peaks dopo la bomba: 3×09-3×14, la recensione

di Matteo Marino
28 agosto 2017

James T. KirkIl test della Kobayashi Maru è una simulazione di addestramento dell’Accademia della Flotta Stellare in cui non c’è possibilità di vittoria. Qualsiasi scelta si compia, è destinata al fallimento. Il test è stato programmato così di proposito. L’unico che lo ha mai passato è stato James T. Kirk. Barando (riprogrammando la simulazione).

Io sto indietro. Non con le puntate, che quelle me le bevo di notte in diretta, ma con le recensioni. I recap quasi scena per scena sono divertenti e, almeno per me, illuminanti, ma prendono molto tempo. Purtroppo non sono l’unica cosa su cui mi devo focalizzare, almeno se non voglio fare la fine della senzatetto di Mulholland Drive. (Come? Era una donna? Sì, correte a leggere l’intervista che ho tradotto qui se non sapete di chi si tratta). Manca una settimana al doppio episodio finale e, se voglio stare sul pezzo, non c’è possibilità di colmare il divario. Se non barando. Cambiando i parametri delle recensioni.

Quindi sto per barare. Stringendo a me i miei Triboli, mi sono fatto un rewatch di sei ore delle parti dalla 9 alla 14, ho diviso le scene da riassumere e commentare in storyline (l’indagine di Hawk, l’indagine di Gordon e Albert ecc.) e così ho potuto anche saggiare la tenuta della serie come “un unico lungo film di 18 ore”. Beh, regge alla grande.
Pronti per un recap trasversale di ben 6 episodi, un bel ripasso commentato prima del finale? Let’s rock.

Let's rock

Twin Peaks Sheriff’s Department
Sul gruppo Twin Peaks 2017 – Italia, che gestisco con la collaborazione degli admin delle maggiori pagine italiane dedicate alla serie e con l’aiuto di un manipolo di santi moderatori, dopo il rilascio della Parte 14 ho aperto un sondaggio in cui chiedevo agli oltre 5.000 membri: qual è la vostra storyline preferita di Twin Peaks – The Return? Quella che, quando una scena la porta avanti, vi batte il cuore? Era possibile scegliere fino a tre opzioni tra le 25 proposte.
La storyline che definivo “Hawk e le indagini per ritrovare Cooper (con la Signora Ceppo, Frank Truman, Bobby e Andy)” è stata di gran lunga la più votata (207 preferenze contro le 142 della storyline che detiene il secondo posto). Al netto di tutte le sue peculiarità, a ben guardare è il segmento più tradizionale del nuovo corso. Per quanto ci allontaniamo da Twin Peaks, la maggior parte di noi sente la nostalgia di casa, a quanto pare. Ma se non ci fosse tutto il viaggio, non avrebbe la stessa forza, io credo. E poi le indagini di Hawk appagano la nostra voglia di un mistero chiaro e tondo da risolvere, ma in modo anticonvenzionale: se non seguono una logica aristotelica, infatti, è ancora meglio, ci sentiamo dalle parti del metodo tibetano di Dale Cooper (che ci manca), e non potevamo chiedere di meglio. Infine abbiamo sempre più l’impressione che tutti i fili condurranno lì, a Twin Peaks.
Questa storyline è condita dai siparietti di Lucy e Andy (adorabile quello di amore reciproco della poltrona rossa o beige) e scandita dalle telefonate di Frank Truman al fratello Harry (sta combattendo contro una malattia, eco fuori campo di quello che hanno dovuto affrontare davvero alcuni membri del cast storico), ma si concentra sulla (strana) strada per risolvere il mistero dei due Cooper.

3x09 Lucy e Andy

L’indagine porta a scoprire le pagine mancanti del diario segreto di Laura Palmer in cui è indicato che “il Dale buono è nella Loggia”. Inoltre la mamma di Bobby Briggs consegna al figlio un messaggio che ha custodito per tutti questi anni, lasciatogli dal padre, il Maggiore Briggs, e che avrebbe dovuto rivelare solo in precise circostanze, che ora si sono verificate. Il messaggio è composto da due bigliettini. Uno indica (di nuovo) la presenza di due Cooper (un terzo Coop si intravede: è un frammento del famoso messaggio COOPER/COOPER/COOPER che il Maggiore mostra a Dale nella stagione due). L’altro bigliettino riporta degli strani simboli…

3x09 Il biglietto del Maggiore
…e un luogo in cui recarsi, a una determinata ora (2:53, ovviamente) di un determinato giorno. Bobby lo conosce, è lo stesso luogo in cui il Maggiore portava suo figlio da bambino a giocare e a raccontargli storie, un posto ribattezzato Jack Rabbit’s Palace.

Jack Rabbits Palace

La data del messaggio è la stessa che si può ricavare dalla posizione delle stelle in un’antica mappa di Twin Peaks conservata da Hawk. Hawk illustra allo sceriffo i significati di alcuni disegni: il fuoco da campo non va preso alla lettere, ma come un simbolo che sta per un tipo di fuoco (Hawk la paragona alla moderna elettricità!). Se sia un fuoco buono o cattivo, dipende dalle intenzioni. Poi c’è il disegno del granoturco, simbolo di fertilità, che diventa però sempre più scuro, fino a essere nero, simbolo di malattia e morte. Il primo tipo di fuoco, combinato col granoturco nero, dà vita a un altro simbolo: il fuoco nero.

3x11 fuoco nero

Quando Frank chiede a cosa si riferisce il simbolo sopra le cime gemelle, lo stesso che aveva visto sul messaggio di Briggs (e lo stesso che noi abbiamo visto disegnato da Mr. C sulle carte da gioco), ottiene questa risposta: “Frank, meglio che tu non sappia mai cos’è quello”. A quelle parole, non c’è niente che ora desideriamo e temiamo di più. Le ultime puntate ci daranno una risposta, o sarà uno dei misteri che plausibilmente non verranno svelati in questo Ritorno?

3x11 La mappa

Arriva il giorno indicato nel messaggio e sulla mappa. Frank, Hawk, Andy e Bobby stanno per andare su una delle due cime gemelle. Non senza aver arrestato prima Chad e aver preso dei panini per la scarpinata. Tacchino e formaggio. Prosciutto e formaggio. Roast beef e formaggio. E uno solo formaggio. Andy ha ordinato quello con solo formaggio. Non un grande evento, ma siamo abituati a leggere ogni sottolineatura come un segno di qualche tipo, una premonizione. A volte ci azzecchiamo. A volte no. In questo caso, ci avevamo preso. Alle 2 e 53 gli agenti trovano una donna nuda nel bosco. È viva, ma si esprime in maniera incomprensibile. Ah, non ha occhi. È la stessa donna che Dale Cooper aveva incontrato nell’universo viola, quella che era stata scaraventata nello spazio. Si chiama Naido, stando ai titoli di coda. In un punto del cielo, tra gli alberi, si forma una specie di vortice, un tunnel attraversato da scosse di elettricità. Tutti osservano il vortice come ipnotizzati, ma è Andy quello che scompare, vuoi perché ha scelto solo formaggio, vuoi perché è il più “puro”. Andy per un momento si muove all’indietro velocissimo e a scatti, fino a ritrovarsi seduto sulla stessa poltrona in cui abbiamo visto Cooper all’inizio di The Return. Di fronte a lui, in questo mondo in bianco e nero, c’è il Gigante, quello che i titoli di coda indicano come ??????? e che qui, per la prima volta, si presenta come The Fireman.

Andy e The Fireman

Andy, reggendo un manufatto da cui esce (o rientra?) del fumo, assiste, all’interno di un ovale collocato sulla sua testa, a diverse scene, tra cui il volto di Laura Palmer affiancato da due angeli rivolti verso di lei, uno per lato, e un’inquietante visione di Lucy che viene guidata da Andy di fronte a qualcosa che non vediamo (è il futuro o è il passato?). Ah, e il famoso palo della luce contrassegnato dal numero 6 di Fuoco cammina con me (lo stesso che abbiamo visto dopo l’incidente che ha travolto il bambino in Parte 6).
Tutti ricompaiono in assolvenza attorno al Jack Rabbit’s Palace, compreso Andy che sembra l’unico a conservare memoria di quanto accaduto. Dimostrando una forza e una fermezza che non siamo abituati a riconoscergli, ha Naido tra le braccia e ordina agli altri di tornare con lui alla stazione di polizia, dove potranno mettere la donna in un luogo sicuro. «È molto importante e ci sono persone che la vogliono morta».

Albert, Gordon Cole, Tammy (e Diane)
ovvero
Blue Rose Task Force

Questa storyline detiene il secondo posto nel sondaggio. Ancora una volta, si tratta di un’indagine portata avanti da due personaggi amatissimi delle prime due stagioni: il Sultano dei Sentimenti Albert e Gordon Cole (interpretato dallo stesso Lynch). A loro si aggiungono l’agente Tammy (la cantante Chrysta Bell), che non ha suscitato unanimi consensi nel fanbase, e Diane, una Laura Dern platinata che è già cult, nonostante qui si scopra (ed è uno shock) che fa il doppio gioco… probabilmente d’accordo con Mr C, ossia Bad Cooper.

3x09 Diane, colpo di scena
Molti hanno notato che l’sms che Bad Coop manda a (plausibilmente) Diane, sul cellulare di lei appare con la punteggiatura diversa. Semplice errore di continuity o c’è qualcosa sotto? Io opto per l’errore.

Around the dinner table

Albert e Gordon non sono all’oscuro degli sms di Diane, ma fingono di stare un passo indietro.
L’interrogatorio di Bill Hastings, il principale sospettato per l’omicidio di Ruth Davenport (e del Maggiore Briggs) è incredibilmente fruttuoso. Prima di tutto, Hastings sostiene di essere entrato con Ruth in una dimensione parallela dove il Maggiore si stava nascondendo o, come diceva lui, “hibernating”. Il Maggiore incarica William di trafugare alcune coordinate da un database militare, coordinate che gli avrebbero permesso di andare “da un’altra parte”. Una volta ottenuti i numeri, il Maggiore Briggs comincia a levitare, pronuncia le parole “Cooper, Cooper” e poi la sua testa da puf. A questo proposito, William commenta con un frase che tutti abbiamo pensato quando abbiamo visto Twin Peaks per la prima volta, e l’abbiamo ripensata appena finita la premiere di Twin Peaks – The Return:

3x09 HAstings
The Search for the ZoneWilliam Hastings, oltre a essere un preside, è anche l’autore di un blog sul suo hobby di cercatore di realtà parallele. Andatelo a visitare, se non l’avete già fatto. Oltre ad avere un’aria deliziosamente retrò e a contenere numerosi articoli, è pieno di sorprese: non esitate a cliccare qualsiasi cosa vi sembri cliccabile. L’indirizzo è: http://thesearchforthezone.com/
Prima di parlare del sopralluogo di Gordon, Albert, Tammy e Diane all’ingresso per la Zona indicato da Hastings (al 2240 Sycamore), compiacciamoci che Albert abbia trovato la sua anima gemella nella coroner Constance Talbot (Jane Adams), con cui condivide lo stesso umorismo, ricordiamo la conquista di Gordon (la lunga scena che si sofferma sui preparativi della bellissima francese per lasciare la stanza d’albergo ci fa venire il dubbio se i suoi movimenti sensuali non siano in qualche modo un codice, ma probabilmente no), e prendiamoci una pausa sigaretta.

3x09 Pausa sigaretta
Prima di metterci in viaggio verso il 2240 Sycamore, Gordon Cole (come usa fare Lynch) fa un disegnetto random, che qualche genio di internet (non ricordo chi, purtroppo) ha subito associato alla mano che viene fuori dalla Loggia.

3x10 arm

Guardiamo inoltre lo strano, chimerico animale, che sembra un incrocio tra un cane, un cervo e un maialino, e leggiamo insieme come Lynch aveva risposto a una domanda di Indiewire:

3x10 intervista a indiewire

Gordon è interrotto da qualcuno che bussa alla porta. Lui va ad aprire e noi ci cachiamo sotto: è una giovane Laura Palmer.

3x10 Gordon apre la porta
Oltre all’assurdo di trovarcela lì, il campo controcampo, che non rispetta né l’unità di luogo (sappiamo che Gordon si trova in una stanza d’albergo, ma alle spalle di Laura intravediamo un prato) né le proporzioni (di fatto, sembra che Gordon sia andato ad aprire a una gigantesca testa di Laura, non so come altro spiegarlo), contribuisce a rendere la scena scioccante. Laura è in lacrime, spaventata, devastata. È una scena presa da Fuoco cammina con me. La visione svanisce, e ci ritroviamo davanti Albert. Gordon non fa parola della sua visione. Poco dopo, altra stranezza: Tammy si avvicina al rallentatore alla stessa porta e prima di aprire notiamo uno strano glitch. Occhio:

Arrivati quindi al 2240 Sycamore senza nessuna fretta, si apre come un vortice nel cielo, una distorsione, un tunnel.

3x11 il vortice
Lo vede solo Gordon dalla sua posizione. Agita le braccia al cielo, come un bambino che volesse essere preso in braccio. Nel tunnel appare la stanza con la carta da parati del quadro di Laura di FWWM e una scala, con tre woodsmen sopra.
Gordon fa un passo avanti e la sua figura sembra andare in dissolvenza. Sta per sparire come Chester e Phillip Jeffries prima di lui. Albert lo afferra e lo riporta sul nostro piano di realtà. A quel punto si accorgono che, a pochi passi da loro, si trova il cadavere decapitato di Ruth Davenport. Sul braccio ha scritte le coordinate che voleva il Maggiore Briggs (e che vuole pure Mr C). Diane, che non se le fa sfuggire, scoprirà più tardi che puntano apparentemente a un punto vicino Twin Peaks. Hastings, che assiste a tutta le scena dall’auto della polizia, fa una brutta fine. Come constata lapalissianamente Gordon Cole, è morto.

Dopo essersi dimostrata all’altezza delle loro aspettative, Gordon e Albert chiedono a Tammy di entrare ufficialmente a far parte della task force Blue Rose. E, insieme a lei, viviamo un momento topico: ci viene rivelato chiaro e tondo qualcosa!
Non abituati alle didascalie, è un altro shock.
È Albert a spiegare: “Caso numero 1. È quello che ha dato inizio all’intera operazione. 1975. Due giovani agenti indagavano su un omicidio a Olimpia, Washington. Andarono in un motel per arrestare una sospettata chiamata Lois Duffy. Sentirono dei colpi di pistola da fuori, quindi sfondarono la porta e… Trovarono due donne all’interno. Una stava morendo sul pavimento per una pallottola all’addome, l’altra aveva una pistola in mano. La gettò indietreggiando quando entrarono gli agenti. Riconobbero la donna ferita. Era Lois Duffy. Le sue ultime parole furono: “Io sono come la Rosa Blu.” Subito dopo sorrise… e morì. Scomparve davanti ai loro occhi. L’altra donna urlava nell’angolo, solo allora si accorsero che anche lei… era Lois Duffy! E no, Lois Duffy non aveva una sorella gemella. Mentre aspettava di essere processata per un omicidio che giurava di non aver commesso, la signorina Lois si impiccò. I due agenti che la arrestarono erano Gordon Cole e Phillip Jeffries”.

Twin Peaks pulp cover by Gary Iacobucci

Twin Peaks pulp cover by Gary Iacobucci

“Ora,” continua Albert. “Qual è la domanda che dovresti farmi?”
Tammy, prima della classe, la azzecca subito: “Qual è il significato della Rosa Blu?”. “E ora rispondi”. Ci pensa un attimo: “La Rosa Blu non esiste in natura. Non è una cosa naturale. La donna morente non era naturale. Un’emanazione. Qual è il termine… Un Tulpa”.
Tulpa è un termine tibetano che indicherebbe un’entità corporea creata tramite particolari metodi meditativi. Albert è compiaciuto della risposta. Poi arriva Gordon. È l’ora del caffè.

Coffee time
Come nel primo Twin Peaks era importante l’indugiare di Dale Cooper su alcuni semplici piaceri (un caffè, l’odore degli alberi, una fetta di torta, la pipì nel bosco), così in questa terza stagione viene dato grande spazio alle interruzioni, alle pause, a tutto ciò che ci slega momentaneamente dai ritmi frenetici a cui siamo abituati (nella vita e nella narrazione). Proprio in questi momenti, quando la nostra guardia è abbassata, siamo forse più ricettivi. E ci arriva un altro colpo di scena: Janey-E (Naomi Watts) è la sorellastra di Diane! Diane la odia e non le parla da anni. Ma sa che ha sposato un uomo di nome Dougie Jones… Possibile che non l’abbia mai visto?

Un’altra “pausa” a cui viene data grande importanza è quella costituita dai sogni, come sempre. Uno in particolare sembra aver colpito Gordon Cole. “Stanotte ho fatto un altro sogno con Monica Bellucci…”

We are like the dreamer

Ecco come inizia il capitolo dedicato a INLAND EMPIRE nel libro “In acque profonde” scritto da Lynch:

Siamo come ragni.
Tessiamo la nostra vita e in essa ci muoviamo.
Siamo come colui che sogna e vive nel proprio sogno.
È questa la realtà dell’universo intero.

Upaniṣad

Dougie
Al terzo posto tra le storyline preferite del gruppo troviamo quella più inaspettata di tutte.
Tenera, irritante, divertente, sfiancante, odiata da alcuni perché ci ha “privato” dell’agente dell’FBI Dale Cooper, adorata da altri perché ci ha regalato Dougie Jones (ma quanto è bravo Kyle MacLachlan?) e Janey-E (ma quanto è brava Naomi Watts?).
La scena della visita medica, che svela alla moglie le nuove doti del marito (scritta così suona molto più maliziosa di com’è in realtà!), e le scene successive della seduzione e dell’amplesso, mi hanno regalato sonore risate (ma quanto sono bravi Kyle e Naomi? Ho una sola parola per loro: remarkable).

3x10 Dougiiieee
Un’altra scena importante, in quanto tassello che si inserisce perfettamente nel puzzle che stavo tentando di ricostruire nella recensione della Parte 8, è quella in cui l’attenzione di
Dougie viene catturata da un paio di scarpette rosse. Il Mago di Oz è sempre dietro l’angolo.

3x09 Scarpette rosse

Walter Forte mi ha ricordato poi dell’esistenza di questo spot della ABC voluto da Lynch per festeggiare il ritorno di Twin Peaks alla prima serata di giovedì (era stato spostato al sabato con esiti disastrosi).

Il riferimento è ovviamente all’ultima scena del film di Victor Fleming e si conclude con “There’s no place like home”. Se non sapete perché la cosa ci ecciti tanto e siete curiosi, andate a leggere la mia interpretazione della Parte 8 e poi tornate qui.

I fratelli Mitchum
La storyline dei fratelli Bradley e Rodney Mitchum, interpretati da Jim Belushi e Robert Knepper, è parte integrante di quella di Dougie, e questi due potenziali gangster si rivelano molto diversi da come ci aspettavamo.
Candie esiste o è solo una proiezione mentale? La risposta ci viene sbattuta in faccia quando Candie colpisce con un telecomando il volto di Rodney nel tentativo di schiacciare una mosca. Il senso di colpa la traumatizzerà per un po’.
Un collega di Dougie, Anthony, su ordine di Mr Todd, rivale dei fratelli Mitchum, fa credere ai due che il motivo per cui l’assicurazione non ha concesso l’assegno per il loro nuovo hotel distrutto in un incendio è l’ostilità di Dougie Jones, che altri non è che Mr Jackpots che ha pure sbancato il loro casinò. Una vendetta personale. Bradley e Rodney decidono di dare un appuntamento a Mr. Jones nel deserto e di ucciderlo. Ma Dougie, che con i suoi disegnini aveva rivelato al suo capo le macchinazioni di Anthony per non rimborsare i Mitchum, si reca all’appuntamento con l’assegno tanto agognato e una torta di ciliegie – è stato l’uomo senza un braccio a far sì che la portasse con sé.

Toh, una torta di ciliegie

Il particolare della torta di ciliegie nel deserto, che coincide con un sogno premonitore fatto da Bradley (eh, questi sogni…), salva la vita al nostro Dougie Jones, e una volta visto l’assegno, i fratelli Mitchum diventano i suoi migliori amici. È festa!

Trenino
Il registro comico grottesco di questa parte è interrotto solo un momento, quando al ristorante la vecchina che aveva fatto jackpot grazie alle indicazioni di Dougie “Hello- ooo – ooo” Jones lo incontra e lo ringrazia per averle salvato la vita. Ora è a cena fuori con il figlio e tutto si è sistemato, per lei. L’attenzione di Dougie poi viene catturata da una musica struggente eseguita al pianoforte. È il risultato di una richiesta fatta ad Angelo Badalamenti: Lynch gli aveva chiesto per questa scena tre pezzi da “ristorante italiano”, uno dei quali doveva essere strappalacrime. Ed eccolo, Heartbreaking. Angelo, te vogliamo bene assaje.

Fallito il piano, Anthony viene incaricato da Mr Todd di uccidere Dougie, ma scoppia in lacrime e confessa tutto al capo Bushnell. Ringrazia Dougie per avergli impedito di rovinare la sua vita con un omicidio. E chiede cosa può fare per rimediare.

Mr. C
E intanto l’altro Cooper? Segue il traditore Ray e le coordinate e gioca a braccio di ferro.

Braccio di ferro
La maggior parte degli spettatori ha subito pensato a questo.

Twin Peaks Over the Top mashup by Hayley Needham

Twin Peaks Over the Top mashup by Hayley Needham

Ma noi italiani, immediatamente, a quest’altro:

C0me hanno notato alcuni, la frase ripetuta in varie salse da Mr C “Starting positions are more comfortable” può essere letta anche metanarrativamente, riferendosi al fatto che i fan sono più a loro agio con le atmosfere già consolidate dell’originario Twin Peaks, ma per vincere e raggiungere una nuova meta bisogna uscire dalla propria comfort zone, anche quando fa male. Almeno se vogliamo arrivare laddove nessun uomo è mai giunto prima. Questo vale anche per gli attori. Ma quanto è bravo Kyle?

Starting Position

Dopo la sfida, Mr C, sempre più scuro (guardategli le mani), interroga Ray. Ray era d’accordo col direttore Murphy per ucciderlo una volta evaso. Ma Ray era d’accordo anche con Phillip Jeffries. Jeffries voleva Mr C morto perché ha qualcosa dentro che “loro” vogliono. Ray, secondo le istruzioni di Jeffries, avrebbe dovuto uccidere Mr C e mettergli l’anello. Quale anello? Quell’anello. Mr C gli intima di indossarlo lui stesso. All’anulare della mano sinistra. Dopo avergli chiesto le coordinate (ma non può sapere se gli ha dato quelle giuste) e l’ubicazione di  Jeffries (“L’ultima volta che ne ho sentito parlare, era in un posto chiamato The Dutchman’s. Ma non è un vero posto!”) Mr C gli spara. “So cos’è”.  L’anello scompare e appare nella waiting room. L’uomo senza un braccio lo raccoglie e lo mette al solito posto. Anche Ray ora è nella waiting room, ma non abbiamo visto il suo corpo scomparire.

3x13 Ray
Ad assistere alla scena, molto impressionato, c’è Richard Horne, che prima di giungere in questo covo di malviventi si era reso protagonista di una delle scene più disturbanti della stagione.

Twin Peaks (2017) incontra Dumbland (corti di animazione del 2002 scritti e diritti da David Lynch)

Twin Peaks (2017) incontra Dumbland (corti di animazione del 2002 scritti e diritti da David Lynch)

Il mio James T. Kirk interiore mi sta dicendo che non sono ancora sulla strada giusta per passare il test della Kobayashi Maru. Mi fa notare che devo velocizzare. Mi ordina di slegare il pacchetto, che solitamente tengo saldamente chiuso, del dono della sintesi e mi concede tre righe e un’immagine per ogni storyline rimanente. Io rispondo: Sì, signore. So già che sarà una promessa difficile da mantenere.

Sarah Palmer

Something happened to me
A Sarah Palmer è successo decisamente qualcosa. Sarah Palmer ora vive in un loop, guardando in continuazione alla tv lo stesso colpo durante un vecchio incontro di pugilato. Sarah Palmer ora vive in un loop, guardando in continuazione alla tv lo stesso colpo durante un vecchio incontro di pugilato. Sarah Palmer ora vive in un loop, guardando in continuazione alla tv lo stesso colpo durante un vecchio incontro di pugilato.
Al minimarket sbrocca, in cucina ha una presenza non meglio identificata, e al bar non vuole essere rimorchiata in malo modo. È uno dei momenti più horror e WTF della stagione. Perché se questo è un mondo di camionisti, come dice Buella, non è detto che i camionisti abbiano sempre a che fare con cose di questo mondo. Dopo questa scena eravamo tutti esaltati e con mille domande in testa. Bloody Mary per tutti. (Lo so, James, sono più di cinque righe, ma sto facendo del mio meglio).

Twin Peaks - I'll eat you
Questa qui sotto è un’opera fotografica realizzata da Lynch nel 2013.

David Lynch, Head #2, 2013

David Lynch, Head #2, 2013

Audrey Horne
A lungo attesa, la sua apparizione ha diviso i fan. C’è chi non riconosce in questa Audrey Horne di 25 anni dopo la ragazza di un tempo e se ne duole, c’è chi invece ci vede qualcosa sotto e ne è entusiasta. In effetti Audrey sembra bloccata in una situazione stile L’angelo sterminatore di Luis Buñuel (se non sapete di cosa sto parlando, recuperatelo subito). Questo, aggiunto all’assenza, notata da più parti, degli establishing shot tanto cari a Lynch all’inizio delle scene che la riguardano (un establishing shot è quella ripresa di un luogo fatta all’inizio di una scena per far capire dove si svolge, per esempio la stazione dello sceriffo o il Double R, e sono una costante stilistica di Twin Peaks), ha dato il via a una serie di intriganti fan theory. È ancora in coma e sta cercando di “uscirne”? È in un ospedale psichiatrico e sta parlando con i medici che l’hanno in cura, che la assecondano un po’ come assecondarono Benjamin Horne quando si credeva un generale della guerra di secessione? Del resto dice esplicitamente: “Mi sento come se fossi da un’altra parte e fossi qualcun’altra”.

Audrey

James e il guanto verde
Freddie, il collega di James, indossa un guanto da giardinaggio verde sulla mano destra, lo abbiamo notato tutti. Ora è lui stesso a raccontarci perché. Semplicemente, non riesce più a toglierlo. Quando era in Inghilterra, è stato risucchiato da un vortice e ha parlato con il Fireman che gli ha detto di recarsi in un negozio vicino casa: “Un pacco sarà già aperto e tu troverai solo il guanto destro. Compralo e indossalo”. Ora il guanto non si toglie più e nella mano destra Freddie ha una forza incredibile. Un altro folle pezzo di questa partita a scacchi messo al suo posto per mosse future da forze al di là della nostra comprensione (e da Lynch e Frost, che poi è lo stesso).

Guanto Verde

Benjamin Horne
In una delle scene che più sanno di vecchia Twin Peaks, Benjamin si fa carico delle cure mediche della testimone che il nipote Richard, che non ha mai avuto un padre, ha provato a uccidere, e rievoca la bicicletta che suo padre costruì per lui quand’era piccolo. Richard Beymer è bravissimo in questa scena e il personaggio di Benjamin, con tutte le sue evoluzioni, gli calza a pennello.

I loved that bike that my father got for me

3x12 I loved that bike that my father got for me

Carl Rodd
Carl Rodd continua a essere testimone di eventi. Una tazza di caffè sfonda una finestra. Lì ci vivono Becky, la figlia di Shelly, e Steven, suo marito tossico (come lei) e fedifrago (lei non può sopportarlo e per poco non lo ammazza, e rischia di fare molto male pure alla madre che cercava di fermarla, sbalzandola dall’auto). La tazza di caffè che vola dalla finestra interrompe una canzone che Carl stava suonando e cantando, una classica ballata che qui ripropongo nella versione di Stevie Nicks e Chris Isaak, che aveva incontrato Carl Rodd in Fuoco cammina con me nei panni dell’agente speciale Chester Desmond prima di scomparire, forse per sempre.

Becky, Shelly e Bobby

Family

Ero in una tavola calda con la mia ex moglie e mia figlia. Lei aveva fatto qualcosa di assurdo, aveva tipo sparato alla porta di un appartamento. Mi sembro mio padre alle prese con il me stesso ribelle di un tempo. Ora sono un poliziotto. Chissà cosa direbbe, adesso, lui. Probabilmente che lo aveva previsto, e che è orgoglioso di me. E io piangerei. C’era anche Shelly, come ho detto. Quanto è bella Shelly. Anche noi da ragazzi abbiamo fatto le nostre bravate. Ora siamo adulti. Abbiamo delle responsabilità. Abbiamo una figlia, sì, anche lei ormai è grande, ma è nei guai e non se ne rende conto. Poi Shelly, da che era in lacrime e preoccupata, diventa tutta sorridente e seduttiva. Non con me. Con uno che la vede dalla vetrina e la saluta, e la chiama fuori dalla tavola calda, e lei ci va, e si baciano. So che non stiamo più insieme, ma mi sento di merda. Mi tengo tutto dentro. Becky mi guarda. Sta pensando sicuramente: guarda da chi cazzo devo ricevere consigli riguardo alla mia vita sentimentale. Anche Norma ci guarda. Capisce tutto, Norma. Quando Shelly ritorna, c’è imbarazzo, ma è rotto da dei colpi d’arma da fuoco. Qualcuno ci spara addosso? Sì, ma è un incidente: un bambino ha trovato, sul retro del furgoncino su cui stava viaggiando, la pistola del padre, lasciata assurdamente carica e incustodita. I due sono vestiti uguali, in tuta mimetica, padre e figlio, non mi calcolano proprio. La madre urla contro il padre. Il traffico è fermo, bisogna prendere nominativi, stilare un verbale, un poliziotto è sempre in servizio, anche quando sta in riunione con la famiglia. Una signora non la smette di suonare il clacson. È furiosa. Sta facendo tardi. Tardi per la cena. Ha con sé una ragazza che non vede suo zio da molto tempo. La ragazza sta male. Si agita sul sedile del passeggero e sembra uno zombi, sta davvero molto male, sta vomitando un liquido verdastro, è disgustoso, e la signora, che ha smesso di suonare il clacson, prende a urlare ritmicamente mentre la ragazza le vomita addosso.

Sembra il contenuto di un sogno come potremmo raccontarlo una volta svegli. Quello che accade a Bobby Briggs non sembra un evento oggettivo ma la visualizzazione di uno stato interiore di ansia, angoscia, rabbia repressa. I confini tra sogno e veglia sono sempre più sottili. Eppure sta accadendo davvero, a Twin Peaks. Perché?

Perché sta succedendo
Alla Roadhouse
Al Bang Bang Bar un gruppo di personaggi mai visti e sempre diversi (per lo più ragazze o donne, tra cui la moglie di Lynch, Emily Stofle, che abbiamo già visto recitare in INLAND EMPIRE) chiacchierano di un mucchio di cose banali o molto strane di puntata in puntata (c’è anche la figlia di Tina, l’ultima che ha visto Billy, lo stesso Billy che Audrey Horne sta cercando disperatamente: allora forse le sue scene sono reali, non sono proiezioni mentali?). Una sorta di stranissimo e decontestualizzato Invitation to love, zapping nella vita di qualcuno. Intanto si susseguono le esibizioni: Au Revoir Simone, Rebekah Del Rio, Chromatics, Lissie, addirittura James ci ripropone la sua amata/odiata Just you and I!

A proposito di Jame T. Kirk

Dopo averlo citato ed evocato in questo pezzo, ho scoperto che William Shatner, l’interprete di James T. Kirk, è molto attivo su twitter. Ed è un fan di Twin Peaks. Ecco cos’ha chiesto di recente a Mark Frost (che gli ha risposto):

MArk Frost e William Shatner

Ma soprattutto…

…chi è il sognatore?

Monica Bellucci who is the dreamer

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5 comments

  1. Nella scena in cui Tammy sta per aprire la porta di Cole non c’è nessun “glitch”, semplicemente la scena è inizialmente al rallentatore, poi passa a velocità normale e questo dà ai movimenti della donna una sensazione di accelerazione.

  2. Ciao! Letto con piacere, come sempre.
    Ti segnalo una piccola svista: hai scritto il braccio “del gigante” che esce dalla Loggia dovrebbe essere il braccio di BOB, come da foto (se non ricordo male episodio 27 serie classica).

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