‘Twin Peaks: The Missing Pieces’ – Guida alla visione (5 di 6)

di Matteo Marino
8 aprile 2020

Nel giorno del trentennale di Twin Peaks (qui trovate la mia cronistoria), benvenuti alla tanto attesa, richiesta, pazientemente sperata (bontà vostra) e quasi data per perduta quinta parte (di sei) della mia personale guida alle scene inedite ed estese di Fuoco cammina con me.
Tra la quarta e la quinta parte ho avuto la fortuna di poter scrivere quattro libri per un totale di 1.760 pagine (di cui 352 solo su Lynch), l’ultimo dei quali, Il mio terzo dizionario delle serie tv cult. Da Alias a Westworld, è stato pubblicato appena lo scorso novembre; c’è stata un’intera nuova stagione di Twin Peaks da guardare, godere e analizzare, con due gruppi meravigliosi e impegnativi da gestire, viaggi in molte parti d’Italia per parlare di serie tv e di Lynch in mostre, eventi, fiere, e tanta altra roba “più urgente” (non solo di scrittura) che richiedeva la mia attenzione, e naturalmente il lavoro in libreria; sono alcuni dei motivi per cui anche una cosa che mi piace tanto fare come questa guida ha subìto un enorme rallentamento, purtroppo. I miei tentativi di creare un doppelgänger al momento si sono rivelati infruttuosi, quindi non mi rimane che accettare le mie limitazioni e adeguarmi al mio passo, sperando che lo stesso possiate fare anche voi.
Ma ora siamo qui, a continuare la serie di articoli che, con mia grossa sorpresa, da sempre sono tra i più letti del blog! Il web solitamente privilegia la lettura veloce, e invece in tantissimi avete apprezzato questi lunghi approfondimenti. E ora mi sono voluto godere la particolarità di tornare a mettere mano a queste analisi dopo la visione della terza stagione di Twin Peaks e dopo aver scritto di Strade Perdute, Mulholland Drive, INLAND EMPIRE e Twin Peaks – Il ritorno nel libro I segreti di David Lynch (le 352 pagine di cui sopra; se ve lo siete perso potete farvelo spedire in questi giorni complicati seguendo questo link)Rileggendo le puntate passate della guida per rientrare nel mood, non ho potuto fare a meno di lasciare qua e là qualche commento “aggiornato”col senno di poi, indicato con EDIT e messo in box con scritto SPOILER che rendono queste sezioni visibili solo se ci cliccate sopra.
Visto che è passato un bel po’ di tempo dall’ultima volta che abbiamo provato a incastrare tutti i pezzi del puzzle, potrebbe andarvi di rinfrescare la memoria con le prime quattro puntate, che trovate qui e qui e qui e qui. O magari siete nuovi fan, perciò bene arrivati dietro la tenda rossa: a maggior ragione, date un’occhiata alle puntate precedenti.

Detto questo, per procedere nella lettura – oltre ad aver visto le prime due stagioni di Twin Peaks e Fuoco cammina con me perché qui è pieno di SPOILER – vi basti sapere tre cose:
1. in corsivo sono riassunte e commentate le scene del film così come è uscito nel 1992;
2. in rosso sono da me tradotte e commentate le differenze con lo script originale;
3. i Missing Pieces sono indicati e commentati con numero e titolo (così come sono presentati nel Blu-ray) e inseriti nella loro giusta collocazione rispetto al film.

Oggi i Missing Pieces sono presenti nel cofanetto From Z to A comprendente anche la terza stagione della serie e diversi contenuti speciali.

Twin Peaks – Collezione Esclusiva: From Z To A (Limited Edition) (21 Blu Ray)

Let’s rock!

Eravamo arrivati a un’ora e cinque minuti della versione per le sale di FWWM.

Una breve scena di Leo che insegna come si pulisce casa a Shelly serve a introdurre una telefonata tra Bobby e Leo (in cui si scopre che Bobby deve cinquemila dollari a Leo per questioni legate alla droga). Non avendo ottenuto quello che voleva, Bobby telefona a Jacques Renault alla Roadhouse. Jacques gli dà un appuntamento. Ha un amico che ha quello che Bobby vuole.

Sullo script il dialogo tra Leo e Shelly è più lungo, e possiamo ritrovarlo integralmente nel missing piece numero 17 (indicato come scena eliminata, anche se in realtà si tratta di una scena estesa).

17. Sunday at the Johnson’s

La scena si apre con l’inquadratura di una chiesa metodista, scampanio in sottofondo, gente che esce dall’edificio e una vecchina che porta a spasso il cane. È la sua camminata col cane al guinzaglio, da destra a sinistra dello schermo, a decretare la durata dell’inquadratura. È un esempio di quei particolari lynchiani che rischiano di passare praticamente inosservati a una prima visione e che mi fanno andare in brodo di giuggiole nei rewatch. E poi, ovviamente, ci sono in alto gli onnipresenti cavi elettrici.

Questo quadretto, che serve a scandire il tempo che ci separa dall’omicidio di Laura Palmer dandoci un’indicazione temporale senza ricorrere alle didascalie (è domenica mattina), è descritto più avanti nello script, dopo le scene notturne alla Roadhouse, ma nei Missing Pieces Lynch ha scelto di metterlo per introdurre la scena in cui Leo comincia a rivelarsi a Shelly per quello che è, un uomo violento, possessivo e ossessivo, prima di ricevere la telefonata di Bobby che vediamo anche nel film. Shelly deve pulire i pavimenti come dice lui, strofinandoli a mano, con forza, perché lo sporco si nasconde sotto la superficie e “QUI È DOVE VIVIAMO SHELLY!”.

SPOILER TERZA STAGIONE:

Spoiler
Impossibile non pensare a Carrie Page in Twin Peaks – Il ritorno che dice: «Ho tentato di tener pulita la casa, di mettere sempre tutto in ordine, ho tentato» e la mente va al cadavere in poltrona che ricorda Leo (la camicia, i capelli, mettiamoci pure l’immobilità – ricordiamo la sorte di Leo nella seconda stagione, praticamente un vegetale impossibilitato a muoversi -, il fatto che probabilmente era sposato con Carrie, cameriera da Judy’s, come Leo era sposato con Shelly, cameriera al Double R). Coincidenze tra universi.

Donna va a trovare Laura, da sola a casa perché i suoi sono andati a ballare. Laura è vestita in modo sexy. Donna vuole andare con lei, dovunque sia diretta. Laura le dice di andare a casa, la chiamerà domani, e raggiunge la Roadhouse. Prima di entrare, incontra la Signora Ceppo, che sembrava aspettarla. La Signora Ceppo le tocca la fronte e le dice che quando un fuoco simile si accende è difficile spegnerlo. I teneri rami dell’innocenza bruciano per primi e il vento si alza… e tutto ciò che c’è di buono è in pericolo. Che scena. Da brividi rivederla dopo la terza stagione. La temperatura emotiva del film subisce quindi un’impennata e ci troviamo a provare un gran dolore per l’ineluttabilità del destino di Laura. Lei è colpita dalle parole di Margaret, e una volta nel locale le vengono le lacrime agli occhi mentre Julee Cruise canta dal palco Questions in a World of Blue (Nello script si parla genericamente di “una meravigliosa canzone su un amore perduto”, ma non c’è accenno alla commozione). Laura si riprende e scambia uno sguardo d’intesa con Jacques Renault. Due camionisti la avvicinano. In quel momento entra nel locale anche Donna e si unisce a loro. I camionisti chiedono se anche lei fa parte dell’accordo. Laura risponde per lei: No, lei no. E bacia uno dei due appassionatamente. Per tutta risposta, Donna bacia l’altro allo stesso modo. È decisa a seguirla. A quel punto Laura, seria, le dice: «Va bene, Donna. Andiamo».

18. Smash up

Una delle scene eliminate più struggenti, uno dei missing piece che preferisco, alchimia tra gli attori da applauso. È un peccato che questa scena non abbia trovato posto nel film, ma non avendo legami diretti con la storia di Laura Palmer è comprensibile il motivo per cui sia stata tagliata. Tuttavia risuona in modo così perfetto con il racconto di questa notte, e fa da preludio a quello che vedremo di Norma ed Ed in Twin Peaks – Il ritorno. Potremmo dire che le due sequenze (questa e il suo epilogo nella terza stagione) sono speculari e complementari, a distanza di venticinque anni. Smash up inizia con la mdp che guarda in alto, verso il cielo notturno incorniciato dagli alberi mossi dal vento. Ed e Norma (che si erano dati appuntamento per questa notte qualche missing piece fa) sono abbracciati sul furgoncino di Ed parcheggiato da qualche parte nel buio. La luce dell’abitacolo è accesa e li avvolge di una luce calda.

Lui beve un altro sorso da una bottiglia ormai tiepida, poi soffia dentro una pipetta collegata a un apparecchio, emettendo dei suoni che fanno ridere Norma. Lei scherza, gli chiede che canzone è. Lui sta allo scherzo, poi le spiega che si tratta di un tester alcolemico, gliel’ha dato Harry. Che ragazzi responsabili. «Cosa dice?». Norma lo guarda: «Dice che non puoi nemmeno camminare». Ride di nuovo. Ed, con aria rassegnata, commenta che allora dovranno stare lì a lungo. E ovviamente capiamo che non vorrebbe stare da nessun’altra parte, per meno tempo, con nessun’altra. Anche Norma lo capisce, e si baciano teneramente.  «Cerchiamo qualcosa di bello alla radio», propone lei, e cerca di sintonizzarsi su una canzone. Si prende, appena, solo un jazz malinconico e sognante (è una versione alternativa per sassofono del tema del film, non presente nell’album della colonna sonora).

«Così distante,» commenta Norma.  «Dio, è bellissima,» dice lui. Lei, riferendosi alla canzone: «Siamo tu e io, Ed. Riesci a malapena a sentirci… Ed, pensi che siamo fortunati o soltanto un terribile incidente?». «Dolcezza, penso che siamo molto fortunati». «Io penso che siamo un grande… grosso… gigantesco… tamponamento (smash up)». Ed la stringe forte a sé. Norma si abbandona e le note di Badalamenti continuano a suonare tristi e bellissime mentre guardiamo di nuovo il cielo di notte incorniciato dagli alberi.

SPOILER TERZA STAGIONE:

Spoiler
Un’inquadratura che fa rima con il cielo di venticinque anni dopo, alla fine dell’ultima sequenza tra Ed e Norma in Twin Peaks – Il ritorno, solo che lì è pieno giorno, il cielo è azzurro, le nuvole vengono spostate dal vento, e Otis Redding canta «I’ve been loving you too long to stop now». Uno dei momenti più appaganti e romantici della terza stagione, la perfetta chiusura per Ed e Norma, che finalmente possono amarsi alla luce del sole e senza sensi di colpa. Un lieto fine, per loro, in mezzo a tanta oscurità. Lo scrivo, e mi commuovo. Grazie, Ed. Grazie, Norma. Grazie, Everett McGill. Grazie, Peggy Lipton.

Non c’è traccia di questo momento nello script, è stato scritto e concordato sul set. Per questo la sua collocazione è incerta, ma a me piace immaginarlo qui, a metà di questa notte, un momento di triste dolcezza dopo la commozione di Laura e prima della corsa sulla strada con i due camionisti per raggiungere l’altro locale, una corsa che fa temere un incidente (smash up) e si conclude con la macchina che parcheggia in testacoda alzando un mucchio di polvere.

19. The Power and the Glory

Se da una parte abbiamo Ed che si porta appresso il tester alcolemico per sapere quando può riprendere a guidare, il camionista che è alla guida dell’auto con Laura e Donna beve birra mentre è al volante, accelerando tra i bui tornanti che costeggiano il bosco. Laura bacia l’altro camionista sul sedile posteriore, Donna è seduta al fianco del guidatore, tesa, beve anche lei. Finalmente l’auto entra come un razzo in un parcheggio.

Nello script, la scena è leggermente diversa, un po’ più lunga e ha un inserto interessante.

 INT.  AUTO (BISCAYNE) - NOTTE

	Tommy guida seduto accanto a una cassa di birra ghiacciata.  Donna e
	Laura siedono dietro con Buck al centro come un sandwich. Donna 
	butta giù un lungo sorso di birra. Laura tira cocaina di nascosto da Donna.
				   DONNA
			(a Laura, un po' spaventata)
			Cosa stai facendo?

				   LAURA
			Niente.

	Laura ride all'indirizzo di Donna, poi prende una birra per mostrargliela
	e bacia alla francese Buck.  Donna allunga la mano e accende la radio
	a tutto volume.  Buck e Tommy cominciano a lanciare versi e a fare lo
	yodel come due cowboy.

	Buck fa l'urlo tipico degli indiani d'America rivolto a Laura. Laura è impietrita dall'orrore..

        FLASHBACK:  LA RED ROOM

	The Man From Another Place (Il Braccio) emette il suo suono.

132.        INT.  CAR (BISCAYNE)/HIGHWAY 21

	Lentamente Laura allunga la mano per toccare la faccia e il braccio di Buck. Lui
	lancia un altro yodel.  La paura lascia Laura.

via Gfycat

Donna, Laura, Buck e Tommy entrano nella sala privata di un altro locale. Le luci sono letteralmente rosse, anzi pulsano dal nero al rosso, alcune coppie danzano più o meno discinte (ma più meno che più, a dire il vero) mentre una band sta suonando forte sul palco. Tutti sono costretti a urlare per farsi sentire. Lynch ha realmente girato questa scena con la musica a tutto volume, e in fase di montaggio ha aggiunto i sottotitoli. L’audio italiano è stato invece normalizzato, depotenziandola. C’è anche Jacques Renault, che bacia Laura appassionatamente. Laura ricambia. «Ciao, Jacques».  «Io non sono Jacques. Io sono un soffio di vento», dice nell’adattamento italiano. In originale è “The Great Went”, letteralmente “Il Grande Andato”. Walter Olkewicz chiese a Lynch cosa significava. Lui gli disse: «Cosa significa per te?». Laura in italiano dice di essere una bella meringa. In originale è un muffin. Lui allora dice che è vuoto come una scoreggia. E via così. Buck mette della droga in una bottiglia di birra, visto da Laura, e passa la bottiglia a Donna, ignara. Laura la invita a buttarla giù tutta d’un fiato. Lei lo fa. Buck balla con Laura, Tommy con Donna. Buck inizia lentamente a spogliare Laura, che continua a danzare a seno scoperto. A Donna comincia a girare tutto, è completamente fatta. Ronette Pulaski si aggiunge al party (Che buon odore che hai, le dice Ronette sullo script), e apprendiamo che non si vedevano da quando Laura è stata cacciata dal One Eyed Jack (perché si drogava, ricordate?). Ronette le ricorda cos’altro facevano insieme. E che è quasi un anno che è morta Teresa Banks. «Stava per diventare ricca. So che stava ricattando qualcuno». Jacques conferma: «Quel giorno mi ha chiamata. Voleva sapere che faccia avevano i vostri padri». Laura si allarma, ma non tanto, visto quanto è stonata. E poi sullo script Jacques aggiunge che Teresa non stava cercando loro, ma un tizio grande e grosso col naso rotto, uno che sembrava un pugile. Nel film invece le invita direttamente al suo cottage nel bosco una sera di quelle, giovedì (nello script alludendo alla droga che ci sarebbe stata per tutti). All’improvviso Ronette si accorge di Donna. Stupefatta esclama: «Ma quella lì è Donna Hayward?». È sdraiata sul tavolo a seni scoperti e con il giubbetto di Laura precedentemente fatto scivolare a terra da Buck legato in vita. Tommy la sta baciando sul corpo. A quella vista, Laura sembra come ridestarsi e lancia un urlo fortissimo: «Nooooo! Donna, nooo!». La copre, le intima di non mettersi mai più le sue cose, mai, se lo fa promettere, e chiede a Jacques di aiutarla a riportarla a casa. In lacrime: «Donna, tu no, ti prego…». Donna, confusa, si lascia portare via: «Non mi metterò più la tua roba. Lo prometto!». Sappiamo che non manterrà la promessa.

Donna con gli occhiali di Laura (e il dito di James) nella seconda stagione di Twin Peaks

Nello script originale succede qualcosa quando Laura vede Donna:

136.    PRIMO PIANO SUL VOLTO DI LAURA

	Guardando Donna.

				LA VOCE DI BOB
			VEDI COSA POSSIAMO FARE
			A DONNA?

				   LAURA
				(urlando)
			NO!  DIO, NO...

A questo punto sullo script ci sono due scene probabilmente mai girate, o comunque non inserite nemmeno sui Missing Pieces.

138.        ESTERNO GIORNO - BIG ED'S GAS FARM E CASA HURLEY

	Nel cortile di casa Hurley, Ed Hurley sta provando a scuoiare un cervo
	appeso a un ramo.  Non sta avendo molta fortuna e non mostra
	neppure particolare entusiasmo.  Nadine Hurley si precipita fuori 
	brandendo un grosso coltello da macellaio - parecchio
	contrariata per i progressi di Ed.



				  NADINE
			ED...  ED.
			    (spingendolo via)
			Ci penso io adesso.

	Ed si fa da parte e Nadine si tuffa nell'impresa senza esitazioni.

				  NADINE
			Stavi scuoiando questo cervo come una
			femminuccia...  Siediti e guarda come
			lo faccio io.  DI NUOVO. 

	Ed rientra lentamente in casa.

139.        INTERNO GIORNO - CASA HURLEY

	Ed raggiunge il suo assistente, SPARKY, in salotto, e guarda con lui
	dalla finestra Nadine che scuoia spietatamente il cervo.

				    ED
			       (facendo l'occhiolino)
			Funziona ogni anno...

	Ridacchiano.

				  SPARKY
			Di sicuro non funzionerebbe a casa mia.
			Mia moglie non riesce neanche ad aprire
			l'incarto di una merendina.

**


140.        ESTERNO GIORNO - UNA RADURA NEI BOSCHI

	Lo SCERIFFO TRUMAN e JOSIE PACKARD emergono da un bacio. Sorridendo,
	Truman torna alla sua chitarra.


				  TRUMAN
			Josie, credo che dovremmo dire di noi.

				   JOSIE
			Sarebbe meraviglioso, ma è passato
			soltanto un anno dalla morte di Andrew.

				  TRUMAN
			Di che cosa hai paura?  Di quello che
			penserebbe la gente?

				   JOSIE
			Non voglio offendere le usanze
			del tuo Paese.

				  TRUMAN
			Credimi, Josie, neanch'io.
			Ma, per esempio, non mangio occhi di pesce.

				   JOSIE
			Occhi di pesce?

				  TRUMAN
			Anche se offendesse qualcuno, non mangerei
			l'occhio di un pesce.

				   JOSIE
			Perché non mangeresti l'occhio di un pesce, Harry?

				  TRUMAN
			Ho visto una volta un tizio a Seattle mangiare
			l'occhio di un pesce.  Era stato a scavare nel suo
			piatto con le bacchette per quasi cinque
			minuti prima di trovarlo, e se l'è
			lasciato cadere in gola. Immagino che deve esserglisi
			bloccato lì da qualche parte
			perché ha subito cominciato ad agitarsi. 
			Attraverso la gola emetteva un sibilo come se 
			ci soffiasse il vento attraverso. Non riusciva a
			deglutire. Alcuni corsero ad aiutarlo,
			gli allentarono il colletto, gli domandarono
			se si sentiva bene. Cominciò a diventare
			blu e gli occhi gli si rovesciarono all'indietro,
			non riusciva a sputare fuori quell'occhio di pesce
			nemmeno con la manovra di Heimlich. 
			Stavano per fargli una tracheotomia d'emergenza,  
			l'avevano steso e qualcuno era già su di lui con
			un coltello, quando all'improvviso riuscì a sparare
			quell'occhio di pesce dritto su fino al soffitto.
			Splat!  Ci rimase proprio incollato, allargandosi
			un po'.  Era grande circa mezzo dollaro.
			Questo è il motivo per cui non mangio mai
			gli occhi del pesce.

	Strimpella un po' per Josie.  Poi smette.

			    TRUMAN 
			Non sto dicendo che sia giusto o sbagliato,
			è solo come la vedo io.  È quello che stavo pensando
			riguardo alle usanze.  In America non mangiamo parti
			del pesce al di fuori della carne intorno
			alle interiora.  Buttiamo via la coda,
			il resto delle interiora e la testa.

				   JOSIE
			Capisco.

				  TRUMAN
			Tutta la testa.

Quest’aneddoto raccontato da Harry mi sembra un po’ fuori personaggio, chitarra compresa. Di sicuro, credo che non abbia mai detto tante battute consecutive nel corso di due stagioni. 

Sia come sia, è sempre più evidente come, nel progetto originale, Fuoco cammina con me dedicava almeno una scena ai personaggi chiave della serie tv, anche senza un collegamento diretto con la trama principale. Qualcuno ha detto Twin Peaks – Il ritorno? Già. Lo storytelling della terza stagione era già in nuce qui. 

20. Fire walk with me

Philip Gerard, l’uomo senza un braccio, è seduto di fronte a un cerchio di dodici candele accese, senza maglietta, sudato e in affanno. Nello script è indicato soltanto che lui si protende come per sentire qualcosa. La scena realizzata è leggermente diversa. È girata al contrario e lui, con il classico reverse speech della Red Room, pronuncia le parole «Fuoco cammina con me» mentre passando il fiammifero sugli stoppini “spegne” a una a una le candele.

Laura e Donna sono sul divano in casa Hayward. Donna non ricorda come siano tornate a casa, Laura le dice che non vuole che diventi come lei. Il dialogo nel film è più asciutto ed efficace rispetto a quello dello script. L’unica differenza notevole è che alla domanda di Donna «Perché lo fai, Laura?» lei non è interrotta dall’ingresso di Leland, ma ha il tempo di rispondere «Perché mi piace». Leland nel vedere le due ragazze sul divano ha un flashback di Laura insieme a Ronette sul letto di una stanza di motel. Dura un momento, riesce a riaversi e a dire che sono in ritardo per la colazione, Sarah li aspetta.

E qui comincia una delle sequenze più disturbanti e riuscite del cinema lynchiano: sale dal basso e raggiunge vette altissime come l’esplosione di un urlo, ma al rallentatore. Laura e suo padre sono sull’auto, tallonati dal pulmino di Philip Gerard. Lei sente odore di olio bruciato, chiede se sia il motore. Davanti a loro un camion con degli enormi tronchi d’albero si ferma a un incrocio…

SPOILER TERZA STAGIONE:

Spoiler
Sì, è lo stesso incrocio in cui avverrà l’incidente di cui sarà testimone Carl Rood/Harry Dean Stanton nella sesta parte di Twin Peaks – Il ritorno.

Il motivo per cui il camion si ferma sullo script è il semaforo rosso. Nel film è un anziano col deambulatore che, aiutato da una donna, sta attraversando la strada con estrema lentezza e difficoltà. Il pulmino fa tutto il giro e affianca l’auto di Leland, bloccato. Lui e Gerard sono faccia a faccia. Un cane abbaia. Il clacson suona. Leland continua a dare gas. Gerard, agitando il mignolo con il quale indossa l’anello verde, urla una serie di frasi criptiche di notevole interesse, fedeli alla sceneggiatura tranne che per un aggettivo ma non sempre l’adattamento italiano le traduce fedelmente, vediamo): «Tu hai rubato il granoturco. L’avevo inscatolato io stesso sopra il negozio (I had it canned above the store dice in originale; l’infelice traduzione dell’adattamento italiano invece è Era inscatolato, era dentro il negozio). Signorina, avesse visto la faccia di lei quando è stata aperta la scatola (mai notato prima questo her di “the look on her face“: a chi si riferisce? Chi è lei?Possiamo solo fare delle ipotesi alla luce della terza stagione…). C’era una… rigidità (ecco l’aggettivo: stillness in originale; sullo script invece è closeness, prossimità). Qualcosa di simile al tavolo di formica. Il filo sarà tagliato, Signor Palmer, il filo sarà tagliato. È LUI, LAURA.  È TUO PADRE!».

La strada si libera e Leland parte a razzo verso un meccanico all’angolo. Ha quasi fuso il motore.

Incalzato dalle domande della figlia, Leland riesce a mantenere la calma, anche se è visibilmente scosso. Laura è spaventatissima. Leland ricorda (o ripensa a) Teresa Banks. Una serie di flashback ci mostra come sono andate le cose tra lui e Teresa: l’annuncio di lei sulla rivista “Flesh World”, loro a letto in un motel, la proposta di coinvolgere la prossima volta anche altre due ragazze, il ritorno di Leland al motel, la vista di Laura e Ronette sul letto un attimo prima di entrare e di essere riconosciuto dalla figlia (erano loro le altre ragazze!), Leland che paga comunque Teresa dicendole che non se la sente, ci ha ripensato, e si allontana sconvolto nel parcheggio. Nella sceneggiatura non c’è, ma a questo punto, mentre Leland va via, esce fuori saltellando da un cespuglio il ragazzino che avevamo visto above the convenience store, con indosso la maschera bianca, e rimane lì per un po’ a saltellare al tramonto, fino a scomparire. Quando appare, ti viene un colpo, anche se l’audio, anziché salire come in un jump scare, quasi si azzera, diventa ovattato.   

156.        ESTERNO GIORNO - IL  DOUBLE R

	Leland parcheggia davanti al Double R.  Sarah li sta aspettando
	fuori, la fronte aggrottata.

				   SARAH
				 (richiamando la loro attenzione)
			Dove siete stati voi due?

21. Party girl

Il flashback della prima telefonata di Leland a Teresa, ci scherza in modo sexy e buffo, prende un appuntamento. Il motel sullo script è chiamato Blue Diamond City Motel. Nel film è Red Diamond (e il diamante rosso campeggia anche sull’insegna nelle scene precedenti). Si vede che il blu è deputato ad altre cose nell’universo di Twin Peaks. Pare che Lynch nella serie avesse vietato di vestire i personaggi di blu.

«Il tizio se l’è squagliata, ma ci ha pagate» dice Teresa a Ronette e Laura. «A quanto pare siamo solo noi ragazze» dice mettendosi tra loro in modo sensuale. Teresa si passa la mano sulla frangetta, e vediamo che indossa l’anello verde. Quell’anello. Un paio di inserti di questa scena saranno inseriti nei flash di Laura poco più avanti.

Il comportamento dell’uomo misterioso ha messo a Teresa una pulce nell’orecchio. Telefona a Jacques Renault per chiedere che faccia abbiano il padre di Ronette e il padre di Laura. Sentito quello che voleva sentire, Teresa racconta che il tizio che sta cercando lei sembra un pugile, per non mettere troppo sul chi va là Jacques, e riaggancia. Subito dopo telefona a Leland per ricattarlo. Mossa poco furba, Teresa. Poco furba.

Stacco. Sono le otto. Laura è seduta nella sua camera e ha dei flash. Rivede Gerard urlare agitando l’anello verde, poi The Man From Another Place mostrarle lo stesso anello, infine Teresa che si scosta la frangetta: ha anche lei quell’anello al dito.

A questo punto sullo script c’è questo dialogo tra lei e BOB.

162.        INTERNO DELLA CAMERA DI LAURA

				   LAURA
			       (tra sé e sé)
			Lo stesso anello...

	Laura si riscuote sentendo la voce di BOB.

				VOCE DI BOB
			Questo non è importante.  Ti dirò
			cos'è importante.  Il ventilatore
			comincerà presto a girare.

				   LAURA
			Chi sei tu?  Chi sei tu VERAMENTE?

			  VOCE DI BOB
			Io sono Colui che vuole respirare 
			dal tuo naso e assaporare dalla tua bocca.

Nel film il dialogo è a senso unico: sentiamo solo la voce di Laura (mai quella di BOB). La ragazza guarda in alto mentre è illuminata da un’improvvisa luce intermittente.

Alla domanda “Chi sei tu veramente?”, il film stacca sulla neve alla tv (quella vista all’inizio del film), e poi vediamo Leland nel suo salotto che rivive l’omicidio di Teresa. La televisione fracassata, l’assalto alla donna.  Viene raccontato con rapidi flashback.

Nello script il setting dell’omicidio è diverso

164.        LELAND: FLASHBACK

	_Di_notte_nei_boschi_.  Vediamo Leland colpire Teresa Banks sul volto e
	in testa con un tubo finché non muore. Dietro di lei sentiamo scorrere il
	fiume.

	FINE DEL FLASHBACK

22. Don’t forget / Laura’s secret stash

Nella sala da pranzo, Laura e la mamma stanno facendo colazione. Un garrulo Leland esce di casa con queste parole: “Non dimenticate che oggi è il compleanno di Johnny Horne”.

Nella sua camera, Laura si fa di cocaina prendendola da una bustina nel suo diario. Le sue scorte sono esaurite. L’unica differenza rispetto alla scena inserita nel film è che qui si vede il nascondiglio della chiave del diario, sul fondo cavo di una lampada verde.

Nella sua camera, Laura si fa di cocaina prendendola da una bustina nel suo diario. Le sue scorte sono esaurite. A scuola, davanti agli armadietti, dice a Bobby che è a secco. Bobby fa finta di estrarle da dietro l’orecchio una dose, Laura per mezzo secondo è allarmata che qualcuno possa vederli ma è sollevata e grata: «Grazie, Bobby». Lui aggiunge che quella sera faranno «spesa grossa. La più grande mai fatta». Che resti un segreto tra loro, niente Mike. Appuntamento alle 23 al bivio vicino a casa sua. Nella sceneggiatura lei aggiunge: «Non tardare». Poi segue questo scambio di battute con James:

	Laura riprende a camminare nel corridoio della scuola. Svoltato l'angolo
	vede James venire verso di lei. James si guarda intorno per accertarsi di
	avere via libera, e le si avvicina.

				   JAMES
			Devo vederti.

				   LAURA
			Non adesso.

				   JAMES
			Oggi pomeriggio?

				   LAURA
			Okay.
			       (Le torna in mente)
			Oddio, è il compleanno di Johnny Horne
			oggi.

				   JAMES
			E stanotte?

				   LAURA
			Non posso stanotte.

				   JAMES
			Che cosa sta succedendo?

				   LAURA
			      (sbotta)
			Semplicemente non posso, James.  Non posso farlo.

	Laura continua a camminare.  Donna raggiunge James.  Insieme guardano
	Laura allontanarsi.


A questo punto c’è una scena che non si trova né nel film né nei Missing Pieces, ma sulla sceneggiatura: la festa di compleanno di Johnny al Great Northern Hotel. Sarà la (bellissima) scena d’apertura dell’ultima parte di questa guida alle scene tagliate di Fuoco cammina con me. Sarà pubblicata prima di quanto pensiate, twinpeaksiane e twinpeaksiani. È una promessa. Ma non come quelle di Donna.

Trovate le prima quattro parti della guida ai Missing Pieces qui e qui e qui e qui.

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6 comments

  1. Nello script c’erano molte situazioni di dialogo tra Bob e Laura.
    Apprezzo il fatto che siano poi state rimosse, non so perché ma mi rendevano il tutto più aperto e meno oscuro, quasi stucchevole.

  2. Ho scoperto proprio oggi questa serie di articoli, essendomi approcciato da pochissimo a Twin Peaks, e devo davvero farti i complimenti! Il confronto tra il montato, le scene tagliate, e lo script originale è fondamentale, e gli approfondimenti sono interessantissimi!
    Unica “critica” che mi sento di muovere riguarda i riferimenti a Il Ritorno: mi rendo conto che sono passati ormai 3 anni dalla messa in onda, ma con tutta probabilità chi cerca informazioni sui Missing Pieces è chi, come me, ha appena visto FWWM, e non ha quindi ancora iniziato la “terza stagione” dello show.

    1. Grazie per i complimenti, Luigi! Sono contentissimo che questi lunghi approfondimenti siano così apprezzati. Quanto alla criticità che mi segnali, pensando proprio ai nuovi lettori che magari non hanno visto ancora la terza stagione, in un prossimo aggiornamento delle parti da 1 a 5 (e nella sesta parte a cui sto lavorando) cercherò di aggiungere un pulsante spoiler per nascondere i collegamenti a The Return. Grazie ancora e a rileggerti presto!

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