‘Twin Peaks: The Missing Pieces’ – Guida alla visione (6 di 6)

di Matteo Marino
1/05/2020

Benvenuti all’ultima parte della guida alla visione dei Missing Pieces di Fuoco cammina con me!

Se volete rinfrescarvi la memoria con le prime cinque puntate, le trovate qui e qui e qui e qui e qui.

Altrimenti, per procedere nella lettura – oltre ad aver visto le prime due stagioni di Twin Peaks e Fuoco cammina con me perché qui è pieno di SPOILER – vi basti sapere tre cose:
1. in corsivo sono riassunte e commentate le scene del film così come è uscito nel 1992;
2. in rosso sono da me tradotte e commentate le differenze con lo script originale;
3. i Missing Pieces sono indicati e commentati con numero e titolo (così come sono presentati nel Blu-ray) e inseriti nella loro giusta collocazione rispetto al film.

Per quanto riguarda la terza stagione, potreste trovare dei riferimenti, ma sono in box chiusi dalla scritta SPOILER, visibili solo cliccandoci sopra, quindi potete leggere tranquillamente questa guida se non avete ancora visto Twin Peaks – Il ritorno.

Oggi i Missing Pieces sono presenti nel cofanetto From Z to A comprendente anche la terza stagione della serie e diversi contenuti speciali:

Twin Peaks – Collezione Esclusiva: From Z To A (Limited Edition) (21 Blu Ray)


Let’s rock!

Cominciamo subito con una scena che non si trova né nel film né nelle scene tagliate, ma solo sullo script. Si tratta della festa di compleanno di Johnny Horne. Una scena capace di mescolare tensione, disagio e commedia in modo così perfetto, e perfettamente twinpeaksiano, con tutti i personaggi così in character, che traducendola me la sono vista davanti agli occhi come se Lynch l’avesse effettivamente girata e gli attori l’avessero effettivamente recitata. Sentivo le loro voci dire le battute. Oddio, mi devo preoccupare?

169.        ESTERNO GIORNO -  GREAT NORTHERN

	La classica inquadratura dall'esterno.

170.        INTERNO GIORNO - GREAT NORTHERN, L'UFFICIO DI BENJAMIN HORNE

	La scena si apre su una foto di Laura sulla scrivania di Ben Horne. 
	LELAND la sta fissando.

	L'inquadratura si allarga e vediamo BENJAMIN HORNE intento a gonfiare un
	pallone di gomma gigante a forma di Indiano d'America per suo figlio JOHNNY.  
        SYLVIA e JERRY HORNE osservano la scena.

	Johnny si avvicina a un centimetro dalla faccia di Leland.

				  JOHNNY
			Buon compleanno, Johnny.

				  LELAND
			Buon compleanno, Johnny.

	Johnny si avvicina a un centimetro dalla faccia di Jerry.

				  JOHNNY
			Buon compleanno, Johnny.

				   JERRY
			Buon compleanno, Johnny.

	Ben reagisce all'enorme impronta di scarpa al centro della torta di compleanno
	in mezzo al pavimento del suo ufficio.

				    BEN
			Perché abbiamo dovuto organizzare la festa
			nel mio ufficio?

				  SYLVIA
			Perché Johnny desiderava farla qui.
			E comunque, cosa c'è di tanto privato, di 
			tanto intimo, da non poter festeggiare tutti insieme
			nel tuo prezioso ufficio?

				   JERRY
			È un posto incantevole per una festa, Ben.  E
			guarda tutte le nuove decorazioni a cui Johnny 
			ha provveduto.

	Guardano in basso e vedono la scarpa di Johnny coperta di rose glassate.
	Impronte di glassa lo seguono dappertutto.

	Johnny si avvicina a un centimetro dalla foto di Laura.

				  JOHNNY
			Buon compleanno, Johnny.

	Leland guarda di nuovo la foto di Laura.  Poi guarda Ben.

				  LELAND
			  (stranamente provocatorio)
			Non hai una foto di Audrey sulla scrivania, Ben?

	Questo fa scattare di nuovo Sylvia.

				  SYLVIA
			Come mai non hai una foto di tua figlia, 
			Ben?  E di Johnny?	
				(esplodendo)
			E dov'è la _mia_ foto, quella che ti ho dato?

				    BEN
			È dal fotografo per essere impreziosita da una
			cornice d'oro e da monogrammi floreali, contenenti
			la tua data di nascita e i nostri voti nuziali.

	Johnny si avvicina a un centimetro dalla faccia di Ben.

				  JOHNNY
			Buon compleanno, Johnny.

				    BEN
			  (cercando di non esplodere)
			Buon compleanno, Johnny.

				   JERRY
			Johnny, Johnny... lascia che tuo papà, tuo
			zio e Leland parlino un po'.
			     (rivolgendosi a Ben)
			Ben...  Leland, giochiamo a francesi
			contro norvegesi.  Cos'è che i francesi
			amano più di tutto?

				  LELAND
		      (già d'accordo con Jerry)
			Andare in barca?

				   JERRY
			No.

				  LELAND
			Fare escursioni?

				   JERRY
			No.

				  LELAND
			Mangiare?

				   JERRY
			Ti verrebbe spontaneo pensarlo.

				  LELAND
			Sesso?

				   JERRY
			Fuochino...

				  LELAND
			Alberi?

				   JERRY
			Esatto.  Vanno pazzi per i boschi.
			Perdono il lume della ragione quando si tratta di alberi.

				  SYLVIA
			Non ho mai sentito una cosa del genere prima
			d'ora. Ai francesi piacciono i boschi né più né
			meno che a chiunque altro.  State uscendo di
			testa, voi tre?

				  LELAND
			La cugina di Sarah è francese e non
			fa altro che parlare dei boschi che abbiamo
			qui intorno.

				   JERRY
			La Storia è dalla nostra, Ben.  Non è un caso
			che grandi esploratori si chiamino				
			Hennepin, Nicollet, Marquette.

				  LELAND
			Esploratori di foreste.

				  SYLVIA
			       (esasperata)
			Oh...

	Mentre parlano Johnny gira attorno all'indiano di plastica e con un
	fendente lo fa scoppiare col suo tomahawk. "Bang!".

23. Bernie The Mule

Una tipica situazione alla Andy. Tempi dilatati nonostante la sua brevità. Non particolarmente brillante, a dire il vero, come scena, secondo me. La cosa che funziona di più sono proprio i tempi dilatati! Una cosa è certa: Andy a volte può mettere a dura prova perfino la pazienza di Harry Truman.

Dopo questo intermezzo nella stazione dello sceriffo, la sceneggiatura torna all’ufficio di Benjamin, appena dopo la festa, con un’altra scena inedita.

172.        INTERNO GIORNO - L'UFFICIO DI BEN

	Laura sgattaiola dentro.  Ben solleva lo sguardo, felice di vederla.

				   LAURA
			      (quasi sottovoce)
			Sono passata solo per un saluto.

				    BEN
			Ti sei persa la festa.  Guarda
			in che stato è il mio ufficio.  Vieni qui.

	Le agita una bustina di cocaina davanti e lei si avvicina.

			      BEN
			Per un bacio.

				   LAURA
			Certo. Per quella farei anche di più...

				    BEN
			Ssshhhh, tuo padre è nell'ufficio accanto.
			Avresti dovuto vedere come non gli è andata
			giù la tua foto sulla scrivania, alla festa.

				   LAURA
			È sempre stato geloso di te. Lo
			sai.

	Lei gli si avvicina ancora di più e lo bacia.  Lui ricambia.

							DISSOLVENZA SU:

173.        ESTERNO NOTTE -  HIGHWAY 21

	Bobby sfreccia nella notte con l'autoradio a tutto volume.

174.        ESTERNO NOTTE - CASA PALMER 

	La casa vista da fuori.

175.        INTERNO NOTTE - LA CAMERA DI LAURA

	L'orologio segna le  10:59. La mdp si sposta su di lei che
	esce dalla finestra.

176.        ESTERNO NOTTE - ALL'INCROCIO

	Bobby accosta e Laura entra nell'auto.

177.        ESTERNO NOTTE - L'AUTO DI BOBBY

	Sfreccia in una strada di campagna.

178.        INTERNO NOTTE - L'AUTO DI  BOBBY

	Laura e Bobby sniffano coca mentre attraversano il buio.

				   BOBBY
			Dobbiamo aspettare la mezzanotte.  Ma ne
			ho abbastanza fino ad allora.  E ho un bel po'
			di quattrini...  proprio qui...
		     (accarezza i  soldi che tiene accanto a sé)
			...per "La_Spesa_Grossa_di_Bobby_e_Laura".

	Esplode in una grossa risata da clown. Laura gli va dietro con delle risatine.
	Sniffano un altro po'.  Bobby accelera.

179.        ESTERNO NOTTE - LA STESSA STRADA DI CAMPAGNA

	Il furgoncino blu di Pete Martell li supera dalla direzione opposta.
	Restiamo sul furgone finché non raggiunge la stazione di Big Ed.



180.        INTERNO/ESTERNO NOTTE -  BIG ED'S GAS FARM

	PETE MARTELL entra nella stazione di servizio.  Big Ed esce per andargli incontro.

				    ED
			Ehi, Pete.  Non riesco a credere che sei rimasto a secco
			alla segheria.

				   PETE
			Diavolo, no.  È solo che poco dopo essere salito su
			questa bellezza ho guardato il cruscotto e ho 
			visto una grossa "E" che mi fissava.

				    ED
			Sai per cosa sta quella grossa "E", Pete?
			Sta per Big Ed's Gas Farm.



				   PETE
			Già. Hai proprio ragione. È per questo che sono qui.

				    ED
			Cosa possa fare per la tua bellezza?

				   PETE
			Servizio completo.

				    ED
			È esigente.

				   PETE
			Non sai quanto.

	Ed ride.

				    ED
			Una bella notte.

				   PETE
			Già...
			       (lunga pausa)
			Proprio così...
			   (un'altra lunga pausa)
			Lo è.

	Ed comincia a pulire il parabrezza.  Pete, da dentro l'abitacolo, indica una macchia.

			     PETE
			Ti sei perso qualcosa, qui, Ed.

				    ED
		     (cambia posizione, cerca di vedere la macchia)
			Sicuro?  Non vedo niente.

				   PETE
			Sicuro...  guarda qui.  Guarda da questa
			angolazione.

	Ed infila la testa nel furgoncino.

				    ED
			Sì, lo vedo ora...
			   (allunga la mano per toccare la macchia)
			Diavolo, è all'interno, Pete.
			    (gli molla uno straccio)
			L'interno è il tuo territorio.

	Pete comincia a pulire l'interno del parabrezza mentre Ed torna a lavorare
	all'esterno.

				   PETE
			      (pulendo)
			Anche questo duro lavoro è meglio che stare a casa
			con la vecchia palla al piede.

				    ED
			L'hai detto, amico mio.

Una scenetta deliziosa, questa di Ed e Pete, che spero di aver reso bene adattandola in italiano in tutte le sue sottigliezze.

Il film taglia tutto questo e arriva direttamente alla parte di Laura e Bobby nel bosco (che, sinceramente, secondo me è meno interessante rispetto alle scene finora espunte, ma riguarda la storyline principale, quindi ha avuto la precedenza). Sono ubriachi e fatti, Laura ha la ridarella. La scena è quasi uguale a quella in sceneggiatura, con un po’ più di spazio alla stupidera che prende i due amanti, probabilmente improvvisata (o concordata) sul set. Arriva sul posto Cliff Howard, il vicesceriffo col baffo di Deer Meadow che abbiamo conosciuto all’inizio, sembra essere lì per vendere la droga, tira fuori un pacchetto bello grosso di cocaina. Ma poi estrae anche una pistola, e Bobby lo uccide. Bobby è piuttosto sconvolto e improvvisamente lucido. Laura, dapprima scioccata, riprende a ridere e gli ripete: “Bobby, hai ucciso Mike”. “No, no, questo non è Mike!”. Poi all’improvviso non ne è più sicuro, si confonde pure lui: “Ho ucciso Mike?”.

A me è venuto in mente questo (è solo una stupida associazione, eh):

Spoiler

La sceneggiatura dice esplicitamente che la battuta di Bobby suona surreale, visto che quello non è Mike, il fidanzato di Donna e best friend di Bobby. Sullo script a questo punto anche Bobby scoppia in una risata isterica. Nel film invece Laura continua a ripetere dispettosa che lui ha ucciso Mike, e Bobby le dice di chiudere quella cazzo di bocca, e scappano via.

184.        CASA PALMER, VENTILATORE E SCALE - INTERNO NOTTE

	IL VENTILATORE GIRA.

	Poi - dal punto di vista del ventilatore, vediamo Laura sulla tromba delle scale. 
	Scendiamo su Laura.

				LA VOCE DI BOB
			Voglio uccidere attraverso di te.

	Laura si ferma impietrita.

				   LAURA
			       (guardando in alto)
			No.

				LA VOCE DI BOB
			Voglio che tu uccida _per_me_.

				   LAURA
			No.  Mai.  Dovrai uccidermi.

				LA VOCE DI BOB
			Voglio che tu uccida _per_me_.

	
							DISSOLVENZA SU:

185.        LA SCUOLA - INTERNO GIORNO

	La bacheca dei trofei con dentro la foto di Laura reginetta del liceo.

	Sullo schermo leggiamo:

		       "MERCOLEDÌ - UN GIORNO PRIMA"

James con la moto arriva davanti casa di Laura. Suona il clacson, Laura esce controvoglia. James le chiede dov’è stata la sera prima, e se si droga di nuovo. Anche Leland esce, e osserva la scena dalla porta di casa. Laura se ne accorge e dice a James che ora deve andare. Questa scena non è nello script.

24. I killed someone

Davanti all’armadietto di scuola, Bobby dice a Laura che andrà nel bosco a dividere la droga e le consegna 10.000 dollari da mettere nella sua cassetta di sicurezza.  Laura è ancora stonata, scoppia a ridere e gli chiede se ha ucciso Mike. Bobby si incazza. “Non è divertente, cazzo. Ho ucciso qualcuno. Ho ucciso qualcuno, Laura”. Laura lo guarda andare via, finalmente spaventata. Nello script invece cerca di trattenersi dal ridere, con scarsi risultati.

25. Baby laxative

Bobby raggiunge con l’auto una stradina isolata nel bosco. Prende il pacchetto di droga, fa un piccolo buco nella plastica e prova il prodotto. Appena lo mette sulla lingua sgrana gli occhi e urla: “LASSATIVO!”, agitando il pacchetto come a volerlo fare in mille pezzi e facendo uscire tutta la polvera bianca, in un accesso di rabbia e frustrazione. Si alza una nuvola bianca che gli macchia i vestiti, i capelli, e lui continua a sventolare il pacchetto sempre più vuoto, imprecando.

26. Send me a kiss

Laura nel suo letto. Su uno specchietto in comodino ha disposto tre strisce di coca. Ne sniffa due, poi squilla il telefono e risponde. È Jacoby. Laura è seccata, non deve chiamarla a casa. Jacoby le chiede se gli ha fatto una cassetta. Laura gli dice che gliene ha già fatte due. Forse domani ne farà un’altra. Jacoby prima di riagganciare chiede a Laura, titubante, di mandargli un bacio. Laura fa una piccola smorfia di disgusto e attacca.

Nel film, dopo che Laura ha sniffato due strisce di coca nel letto, vediamo Leland portare un bicchiere di latte a Sarah nella loro camera. Glielo fa bere tutto quanto. Poi esce sul pianerottolo, guarda in alto verso il ventilatore e lo accende. Il ventilatore comincia a girare. Laura, nel letto, ruota la testa di scatto, allarmata dal rumore (noi che abbiamo letto la sceneggiatura sappiamo che BOB le aveva detto “Presto il ventilatore comincerà a girare”, ricordate?). Sarah è a letto, con un pesante tomo dal titolo “Come parlare tedesco” aperto sul petto. Sta per cadere in un sonno profondo (intuiamo che Leland l’ha drogata con il latte: Il sospetto di Hitchcock insegna), ma prima apre per un’ultima volta gli occhi e nella stanza le appare un cavallo bianco. Mentre il suono delle pale del ventilatore continua, inquietante, la camera di Laura è inondata da una luce intermittente e, dalla finestra di camera sua, entra silenziosamente e lentamente BOB, con un ghigno in faccia. Laura ha gli occhi semichiusi, si scopre, ansima, sembra eccitata. BOB sale sul letto, scivola su di lei strofinandole il viso sul corpo, finché si trova esattamente dove vuole lei, faccia a faccia. Laura allora gli afferra il volto con entrambe le mani: “Chi sei? Chi sei veramente?”. BOB si muove su e giù su di lei, Laura sembra perdere il controllo e inizia a godere. Finché, com’è scritto in sceneggiatura, “quello che ha sempre saputo nel profondo di se stessa diventa chiaro: BOB diventa LELAND”. Laura urla, atterrita da tanta consapevolezza. Dissolvenza in nero.

Una curiosità: oltre a stringere la faccia di BOB che cambia in quella di Leland, e urlare, Lynch voleva che Laura stringesse anche… la testa di un maiale, e urlare, una terza allucinazione/trasformazione. Sheryl Lee semplicemente si rifiutò. Lynch ci meditò su e diede ragione a Sheryl. A testimonianza di quel discutibile progetto è rimasta solo questa foto di scena:

La mattina, Laura è davanti a una tazza di latte e cereali, a colazione con mamma e papà. Laura trema e piange in silenzio, distrutta. Leland le dice che vuole parlare con lei. Laura si alza e corre in camera sua. Sarah si accende l’ennesima sigaretta. Leland raggiunge la figlia e le chiede, come se nulla fosse successo la notte prima, che cosa c’è che non va. “Vattene. Sta’ lontano da me”. Laura prende i suoi libri senza staccargli gli occhi di dosso ed esce per andare a scuola. Leland rimane a fissarla scendere le scale. La sua faccia cambia. Com’è scritto sullo script: “Lui sa che lei sa. E sa cosa deve fare”.

Laura è ora in strada, il mondo le è crollato addosso. Guarda in alto, verso i cavi elettrici, che sembrano vorticare e incombere su di lei (particolare assente in sceneggiatura). A scuola piange in silenzio al suo banco, le gira tutto, guarda insistentemente l’orologio sulla parete, ogni rumore è ovattato, distorto, la vista appannata. Suona la campanella. Tutti escono. Anche lei si alza (al rallentatore), le lacrime bagnano i libri che porta in grembo. “La mdp rimane sulla sua sedia vuota. La sedia su cui non si siederà mai più”, dice lo script.

Questa sedia vuota giocherà (ha giocato: è il futuro o è il passato?) un ruolo importante nel pilot della serie.

Intuire la tragedia da una sedia vuota. Twin Peaks (David Lynch, 1990) – M (Fritz Lang, 1931)

Come nella mitica sequenza iniziale di M, il mostro di Düsseldorf di Lang, in cui la mamma comincia a capire che alla sua bambina, in ritardo per il pranzo, è successo qualcosa di terribile (se non l’avete mai visto,  fatelo!), i primi minuti del pilot di Twin Peaks ci dicono che la storia non sarà incentrata tanto sull’indagine, quanto sulle reazioni che quell’assenza, l’assenza di Laura, genererà in tutti quelli che la conoscevano (e forse anche in quelli che non la conoscevano: la ragazza che percorre urlando il cortile della scuola probabilmente non ha un’attinenza, se non emotiva, con la morte della studentessa). Anche qui come in Lang c’è il dolore di una madre che chiama la sua “bambina” che non tornerà più. Mentre la sedia vuota è quella dei banchi di scuola e “parla” alla sua migliore amica, che scoppia in un pianto inconsolabile (almeno fino a James). Twin Peaks all’inizio è la storia di una tragedia annunciata, di un dolore comune che ognuno vive in maniera diversa (dall’annientamento di Sarah fino all’indifferenza di Catherine), è la storia di una comunità che si ferma e si ritrova all’improvviso nuda, con solo un sottile strato di plastica a nascondere, ancora per poco, i suoi segreti e i suoi drammi. Ma anche in tutte queste lacrime (anche questo ci dice il pilot), c’è spazio per le ciambelle di Lucy, per il profumo degli alberi, per la musica e per la ricerca di un buon posto dove dormire.

Nella stessa scena di M, inoltre, la mamma chiama “Elsie!” mentre viene inquadrata, dall’alto verso il basso, la tromba delle scale drammaticamente vuota. Una suggestione simile la troviamo quando Sarah chiama Laura e vediamo le scale, dal basso verso l’altro stavolta, perché Laura dovrebbe essere in camera sua. Ma questo deve ancora accadere.

27. Asparagus

A cena. Laura e la madre. “Io odio gli asparagi”. “Lo so, ma ti fanno bene”. “Dov’è papà?”. “Ben gli ha chiesto di restare fino a tardi per pianificare la cosa con i norvegesi”. “Va bene per te se vado a fare i compiti da Bobby?”. “Domani c’è scuola. A casa per le nove”. Una breve scena per far vedere i famosi asparagi. Dirà Dale Cooper: “Diane, ho appena aperto il diario di Laura Palmer. Questa è l’ultima cosa che ha scritto, è datata 23 febbraio. Dice: “Asparagi a cena un’altra volta. Odio gli asparagi. Significa forse che non crescerò mai?”. E poi scrive: “Dover vedere ‘J’ stasera mi rende nervosa.” È una ‘J’, Diane. È l’ultima cosa che ha scritto. È un inizio”.

28. Bobby and Laura in the Basement* (scena estesa)

Il Maggiore Briggs è in salotto, legge ad alta voce a sua moglie alcuni passi dell’Apocalisse, mentre lei ricama (particolari assenti nella sceneggiatura). Suonano alla porta. È Laura. Betty va ad aprire. “Ciao, Laura, Bobby è nel seminterrato”. “Proprio dove merita di stare”, scherza Laura e lo raggiunge. Il Maggiore continua: “E quando avranno compiuto la loro testimonianza, la Bestia che sale dall’Abisso farà guerra contro di loro, li vincerà e li ucciderà”.
Di sotto, Bobby è sdraiato sul divano. Rivela a Laura che quella non era droga ma lassativo per neonati. Laura non la prende bene: “Non possiamo certo sniffare lassativo per neonati!”. “Non mi dire. Ho ucciso un uomo per del lassativo per neonati”. Laura: “Dove andrà a finire questo mondo quando si ammazza un tizio per del lassativo per neonati?”. “Smettila di scherzare”. “Sono seria. Sono a secco. Ne devo avere ancora!”. “Dobbiamo riprendere quei 10.000 dollari”. “Non posso fino a quando domani torno a scuola”. Bobby la bacia, le dice di non pensarci, di divertirsi e basta. Laura dice: “Non stasera. Dammene solo un po’ per arrivare fino a domani”. “Perché no, stasera? Dove devi andare?”. Laura, dura: “A casa. Nel mio letto. Nel mio letto soffice e caldo”. Bobby capisce. “Tu non vuoi me. Vuoi la coca, vero? Nessun rancore. Bobby te la dà. Bobby ne ha sempre abbastanza per noi due”. Laura piange, riconoscente. Esce dal seminterrato con Bobby dopo aver fatto un tiro e ottenuto anche una bustina con “le sue piccole amiche rotonde”. Il Maggiore Briggs sta continuando la lettura (È in questo punto che la sceneggiatura ci dice che il Maggiore sta leggendo l’Apocalisse ad alta voce alla moglie, ma non ci dice quali passi). Bobby lo fa notare a Laura, allargando le braccia e scuotendo la testa, allibito. Un gesto che significa (ce lo dice lo script): “Ci credi che devo vivere qui?”. Data la buonanotte a Laura, Bobby si accende una sigaretta. Il padre interrompe la lettura giusto il tempo di dirgli: “Robert, spegni la sigaretta”. Bobby lo ignora e torna di sotto. Sappiamo che fine farà un’altra sigaretta nella serie…

Ma ora il Maggiore lascia correre e riprende a leggere, serafico, mentre Betty lo ascolta rapita: “Poi vidi come un mare di cristallo, mescolato con il fuoco, su cui stavano tutti quelli che avevano vinto la battaglia contro la Bestia, la sua immagine e il numero che corrisponde al suo nome, tenendo in mano le arpe di Dio”.

SPOILER TERZA STAGIONE:

Spoiler
Una piccola suggestione, mi è venuto in mente questo:

Nel film c’è una dissolvenza che dalla sedia vuota in classe ci porta direttamente a Laura e Bobby che si baciano nel seminterrato di casa Briggs, Laura chiede la droga e Bobby capisce che è quello il motivo principale per cui lei lo cerca. “Nessun rancore. Bobby te la dà”. La scena è molto breve ed esclude del tutto il Maggiore e Betty.

29. Goodnight Lucy

Lucy chiama con l’interfono lo sceriffo Truman: “Sceriffo Truman, è nella sala interrogatori insieme ad Andy?”. “Sì, Lucy”. “Josie Packard ha chiamato in centrale perché crede di aver sentito quello che pensa possa essere un malintenzionato  fuori da casa sua”. Se, lallero. Lo sceriffo, ovviamente, si mette subito in moto, mentre Lucy continua a parlare: “Credo che siano procioni. E ho pensato la stessa cosa la settimana scorsa… I procioni mi ricordano mia zia che vive in Wyoming. Non riusciva a sbarazzarsi di loro perché gli dava da mangiare del tonno pinna gialla. Non so perché gli desse da mangiare del tonno pinna gialla…”. A quel punto lo sceriffo passa davanti a Lucy per uscire dalla stazione, e a Lucy prende un colpo. “Ah! Sceriffo Truman! Come c’è arrivato quassù?”. Andy, sentendo Lucy gridare, si mette in moto anche lui per raggiungerla. Lo sceriffo, rassegnato: “Buonanotte, Lucy”. “Andy, sei lì? Sono molto confusa. Con chi sto parlando?Andy? Andy? ANDY?”. Lucy si alza e corre verso il corridoio, ma a quel punto spunta anche Andy, di corsa anche lui. Urlano di spavento tutti e due.

Lucy, insomma, ha problemi con l’interfono esattamente come li avrà, nella terza stagione, con…

Spoiler
…i cellulari. Incredibile: un piccolo, fondamentale missing piece, che segnerà il destino di Mr C.

Laura rientra a casa. Dà la buonanotte a Sarah, che è sul divano a leggere una rivista. In camera sua, sdraiata sul letto, Laura si fa di coca, beve e fuma mentre cerca di indossare un completo intimo provocante. James la chiama al telefono. Si danno appuntamento là fuori tra una ventina di minuti. Una volta agganciato Laura si pente: “Oh, Dio, perché gli ho detto tra una ventina di minuti?”. Finisce di mettersi il reggicalze, si tira a sedere sul letto e la sua attenzione è attratta dal quadro con l’angelo che dà da mangiare ai tre bambini. Mentre lo fissa, l’angelo scompare. Laura, drogata e ubriaca, non sa se credere a quello che ha visto. Trema e guarda il quadro, con gli occhi lucidi. Si cala dalla finestra. Sale sulla moto di James. Leland si affaccia a guardarli, spiritato (particolare assente in sceneggiatura). Nei missing pieces non c’è Leland che si affaccia dalla finestra, le cose vanno come riporta lo script:

30. Waiting for James

È notte. Laura esce dalla finestra. Il padre sta rientrando a casa dopo la riunione con Ben. Laura lo vede e si nasconde dietro un cespuglio. Per un momento lui sembra accorgersi di Laura. Guarda verso il suo nascondiglio. Laura prega che rientri in casa. Si sente in lontananza avvicinarsi la moto di James. Dopo alcuni momenti di tensione, Leland smette di guardare nella sua direzione e apre la porta. James arriva, Laura corre verso di lui, sale in moto e James parte.

Nei boschi. James chiede a Laura cosa sta succedendo, a lei, a loro due. Laura lo schiaffeggia, gli fa il verso. James le dice che è così che fa, ferisce quelli che ama. Lei: “Quelli che mi fanno pena”. Lui: “Puoi dire quello che vuoi. Ma io so che mi ami. E che ti amo”. Laura si scioglie per un momento, torna come lui l’ha sempre vista, al di là di tutto, bellissima e innocente: “Oh, James, ti amo anch’io. Perdiamoci insieme…”. Lo abbraccia, lo bacia. Poi lo respinge: “Merda. Lui potrebbe.. ucciderti”. “Laura!”. Laura fissa un punto alle spalle di James e all’improvviso lancia un urlo, terrorizzata. James si volta, non vede niente.

SPOILER TERZA STAGIONE:

Spoiler
Che cosa abbia intravisto Laura nel buio lo scopriremo nella terza stagione… Chi lo avrebbe mai detto?

“Se sa di noi…”. Poi bruscamente cambia argomento: “Bobby ha ucciso un uomo. Lo vuoi vedere? Tu non mi conosci bene. Ci sono cose di me che nessuno sa. Neanche Donna mi conosce bene. La tua Laura è scomparsa”. Laura piange, poi gli fa il dito medio. James la tira a sé per baciarla. Lei non reagisce, fredda. “Penso che tu voglia riportarmi a casa”.

Di nuovo in moto. Al semaforo rosso, Laura scende dalla moto, cade. Intima a James di andarsene, in lacrime. Gli dice che lo ama. Poi scappa nel bosco. È verde. James aspetta che scatti il rosso per partire a razzo, via da lei.

Sullo script la scena si conclude così:

Caduta sul ciglio della strada c'è la rosa rossa, appassita, del dottor Hayward.

Se ricordate, nel Missing Piece 14, Best Friends,  il padre di Donna tenta di fare un trucco di magia davanti a Laura e alla figlia (far apparire una rosa rossa da sotto un fazzoletto) ma non gli riesce, e dice: “Dov’è la rosa rossa? Avete presente il semaforo tra Sparkwood e la ventunesima? Là ha funzionato. L’ho appena fatto là”.

Laura raggiunge Jacques, Leo e Ronette che la stanno aspettando accanto alla corvette rossa di Leo. “Sei in perfetto orario, bambina”, le dice Jacques. Nello script lei gli chiede “un biglietto per il Grande Andato”.

Nel capanno si drogano, bevono. Jacques fa per legare Laura ma lei gli chiede di non farlo, non stasera. Lui la lega  ugualmente, piegandole le braccia all’indietro. Laura urla e si dimena. Ronette cerca di intervenire, ma Leo la ferma. Urlano tutte e due. Leland li guarda da fuori, il suo volto terribile compare alla finestra, nessuno lo nota. Waldo si agita nella sua gabbia.

Jacques si rimette i pantaloni, esce. Leland lo aggredisce e gli rompe una bottiglia in testa. Leo esce a sua volta, ignorando le richieste di Laura di non lasciarle lì legate. Nello script Leo fa mordere a Laura una fiche del One Eyed Jack. Vede Jacques steso in terra e dapprima sorride, pensa che sia andato giù per il troppo bere o per la droga, poi vede il sangue, si fa prendere dal panico, scappa via, lasciando Laura e Ronette sole e legate. Bello stronzo. A quel punto entra Leland. Laura si mette a urlare. Il padre urla di rimando. Nello script Leland stupra Ronette fissando divertito Laura. 

31. Distant Screams

Una piccola scena. La Signora Ceppo piange abbracciata al ceppo. Sente delle urla in lontananza. Si volta. Guarda la luna. Piange. Bellissima. È un vero peccato che questo momento di compassione non sia nel film.

Sulla sceneggiatura c’è scritto:

217.        LA CASETTA DELLA  LOG LADY - INTERNO/ESTERNO NOTTE

	Al buio, la Signora Ceppo abbraccia il suo ceppo e ascolta.  Sente
	delle urla in lontananza.  La macchina da presa scende sulla sua gamba fino a 
	inquadrare il suo tatuaggio, tutto rosso e infiammato.

Gerard corre verso le urla. Leland fa uscire Laura e Ronette dal capanno e le conduce nel bosco. Laura lo supplica, urlando: PAPÀ… PAPÀ… Nel film Leland risponde, facendole il verso: “LAURA! LAURA!”, particolare assente in sceneggiatura. In italiano lei urla: “Daddy!”: gli adattatori lo hanno lasciato in originale, forse non distinguendolo tra tutte le urla, ma lo dice.  Gerard arriva al capanno, ma è troppo tardi, le urla si sono allontanate (Nello script Gerard dice: “BOB, riesco a sentirti cantare”). Leland costringe Laura e Ronette a salire sul vagone ferroviario abbandonato. Qui, dal punto di vista di Laura, l’assassino ora ha il volto del padre, ora quello di BOB. Laura gli chiede se vuole ucciderla. Mentre l’attenzione di Leland/BOB è concentrata su Laura, Ronette prega. Leland pone uno specchio davanti a Laura. Nel riflesso Laura vede se stessa trasformarsi in BOB. Urla.  (Nel film c’è un doppio inserto a questo punto: neve nella tv, e il Nano che sembra urlare a sua volta, non si capisce se spaventato o estasiato).

A questo punto, nello script c’è questo scambio tra Laura, il padre e BOB nello specchio.

                                  LELAND
			NON FARMELO FARE.

				   LAURA
			NO, DEVI UCCIDERMI.

				  LELAND
			Credevo che tu sapessi che ero io.

				   LAURA
			 (a BOB, nello specchio)
			NO!  NON PUOI AVERMI.
				(a Leland)
			UCCIDIMI.

Nel film, invece, Leland mostra a Laura le pagine del diario che ha strappato, ed è allora che le dice: “Credevo che tu sapessi che ero io”. Al che BOB aggiunge: “Io non credevo che tu sapessi che il tuo amante ero io” (frase assente in sceneggiatura). Ronette continua a pregare, chiede perdono, e le appare un angelo (apparizione assente in sceneggiatura). In quello stesso momento si ritrova con le mani slegate. Gerard raggiunge il vagone e urla di lasciarlo entrare. Ronette lo sente e, con l’aiuto di Gerard da fuori, apre uno spiraglio sufficiente a farla uscire. (Nello script è ancora legata, e si aiuta con i piedi). Leland se ne accorge, la picchia e la butta fuori. Nel cerchio di luce di una torcia, viene fatto scivolare l’anello con la pietra verde. Laura lo indossa, scegliendo di morire piuttosto che essere posseduta da BOB. Leland urla: “Nooooo! Non farmi fare questo! No!”.  E la uccide.

Sopra: Suspiria, Dario Argento (1977). Sotto: Fuoco cammina con me, David Lynch (1992)

226.        VAGONE FERROVIARIO - ESTERNO NOTTE

	Gerard si sporge nel vagone e fa un passo indietro, ridendo.  Urla per farsi
	sentire da BOB.

			    GERARD
			È LA SUA STESSA FIGLIA CHE STAI
			UCCIDENDO.

	Continua a ridere e corre via.

	Pochi istanti dopo Leland esce fuori dal vagone portando in spalla il corpo
	di Laura Palmer avvolto in un sudario di plastica.

SPOILER TERZA STAGIONE:

Spoiler
“THAT’S HIS OWN DAUGHTER YOU’RE KILLING”. E lì per lì pensiamo che Gerard si riferisca al fatto che BOB stia uccidendo la figlia del suo ospite umano, Leland, ridendone perché ciò porterò alla sua sconfitta. Ma dopo la terza stagione, questa frase può significare anche altro, perché conosciamo un’altra origine, per così dire divina, di Laura… “È LA SUA STESSA FIGLIA CHE STAI UCCIDENDO”… Brividi.

Leland/BOB avvolge Laura nella plastica. Con Laura in spalla, esce dal vagone e abbandona Ronette a terra sanguinante, probabilmente credendola morta. Poi lascia il cadavere in acqua e si dirige verso il cerchio coi dodici sicomori di Glastonbury Grove. In un inserto vediamo Leland con il volto bianco e le labbra nere urlare, come Laura è apparsa per un momento a Harold (particolare assente in sceneggiatura). Leland/BOB raggiunge il centro del cerchio, dove sta la pozza, e appaiono le tende della Red Room. Vi entra. Ad aspettarlo sulle poltrone ci sono sia Gerard, sia il Nano.

32. Lonesome foghorn blows

E la sirena, solitaria, suona. Vediamo il corpo di Laura avvolto nella plastica galleggiare vicino al luogo dove sarà ritrovata di lì a poco. Nel film la scena è un rapido inserto, senza il suono della sirena.

Nella Red Room, Leland comincia a fluttuare, mentre BOB appare accanto a lui (nello script, nella scissione, Leland è descritto come trasparente). Il Nano mette il suo braccio sopra il moncherino di Gerard, come fosse il suo braccio, e i due parlano all’unisono: “BOB, io voglio tutta la mia garmonbozia”. I sottotitoli stranamente esplicitano il significato di garmonbozia. Tra parentesi infatti appare scritto: “(pain and sorrow)”. In sceneggiatura, invece, tra parentesi c’è scritto semplicemente “corn”.  E questa richiesta è preceduta da un’altra affermazione:

			       GERARD/ THE MAN FROM ANOTHER PLACE
				(SOTTOTITOLATO)
				(All'unisono)
			BOB, non tornerai a casa con me.

BOB mette la mano destra su una ferita sanguinante di Leland all’altezza dello stomaco e sembra guarirla, come se gli avesse estratto qualcosa che ora tiene in mano, invisibile ai nostri occhi. Il resto, fino alla fine della sequenza, non è presente in sceneggiatura. Il braccio e la mano di BOB tremano in maniera incontrollata (come faranno quelle di Cooper, di Pete e di altri abitanti di Twin Peaks nelle ultime puntate della seconda stagione), finché con un gesto brusco BOB scrolla la mano verso il pavimento a zigzag, irrorandolo con un getto di sangue.

Il sangue scompare anche dal pavimento. Lo schermo viene riempito dal particolare di un cucchiaio pieno di mais, ingerito da una bocca maschile (il Nano, probabilmente, ma è inquadrato solo il dettaglio della bocca). Stacco sul muso di una scimmia nel buio. Rumore di vento. La scimmia sembra aprire la bocca per sussurrare: “Judy?”.  Alzate il volume al massimo e potrete sentirlo distintamente. A me sembra la voce di Lynch (che del resto avrebbe dato la voce a una scimmia anche in “What Did Jack Do?”), ma non ci metterei la mano sul fuoco.

Stacco sul primo piano iconico di Laura Palmer avvolta nella plastica. Dissolvenza incrociata sul pavimento della Red Room, fino alle tende. Nella Red Room, Laura Palmer è seduta su una poltrona. In piedi, al suo fianco, c’è Dale Cooper, che le tiene una mano sulla spalla. Si guardano. Dale le sorride. Laura sembra spaesata, ma quando sposta lo sguardo viene inondata da una luce intermittente e le appare un angelo. A quella vista, Laura si scioglie in un pianto liberatorio. Ricordate cosa le aveva detto il dottor Hayward, sempre nel missing piece Best Friends? «Non è una ricetta. È un messaggio segreto per Laura: “Gli angeli ritorneranno. E quando vedrai quello che dovrà aiutarti, piangerai di gioia”». Laura ora, nella Waiting Room, sorride e piange, sollevata e commossa, ride oltre le lacrime, come illuminata da una nuova consapevolezza, mentre le note di Angelo Badalamenti ci dicono che tutto andrà per il meglio, da qualche parte, in futuro. Del resto il pezzo si intitola The voice of Love. Una voce che la chiama. E le dice che tutta quella pena e quella sofferenza non sono state inutili. Mi commuovo. Dissolvenza in azzurro, con sovrimpresso il volto sorridente e con gli occhi lucidi di quest’ultima Laura.

Il film, sulla sceneggiatura, non contiene questa scena. Le cose vanno diversamente, e prima del finale ci sono delle sequenze in più che ritroviamo nei Missing Pieces:

33. Epilogue

Inquadratura radente al suolo della pozza, con dentro specchiate le tende rosse. La mdp arretra dal cerchio dei sicomori di Glastonbury Grove. In sovrimpressione appare: Qualche mese dopo. Annie viene portata di corsa in sala operatoria. Nella Red Room il Nano e Dale Cooper si guardano. “È il futuro… o è il passato?” dice il Nano. “Tu sai chi sono? Io sono il Braccio. E io emetto questo suono”. E fa l’urlo indiano che abbiamo visto associato all’elettricità nel corso del film. Cooper: “Dov’è l’anello?”. “Qualcun altro l’ha adesso”, risponde il Nano. “Annie! Dove sono, e come possono andarmene?”. “Tu sei qui, ora non c’è alcun luogo dove andare. Se non… a casa!”. Il Nano scoppia a ridere. Si mette a ballare. La musica si interrompe. Primo piano di Coop in sovrimpressione col pavimento della Red Room, la mdp si muove in avanti, verso le tende. Sipario.

Un orologio a muro segna le 2 e 30. Un’infermiera sta passando un panno bagnato sulla fronte di Annie, stesa su un lettino dell’ospedale, con gli occhi sbarrati e apparentemente assente. Poi all’improvviso dice, rivolta a nessuno: “Mi chiamo Annie. Sono stata con Laura e Dale. Il Dale buono è nella Loggia e non può andarsene. Scrivilo sul tuo diario”. Dopo queste parole ritorna nel suo stato catatonico. L’infermiera nota l’anello verde che ha al dito. Quell’anello. Le agita una mano davanti agli occhi. Annie non reagisce. L’infermiera le sfila l’anello. Lo indossa e si specchia per ammirarsi con quel gioiello. Sorride. Esce.

Stacco sulla stanza di Cooper al Great Northern. Ci sono Harry e il dottore in piedi. Ci troviamo nello stesso momento in cui finisce la seconda stagione, quando Cooper è entrato in bagno perché voleva lavarsi i denti. Sentiamo il rumore dello specchio infranto. Noi sappiamo che Cooper l’ha colpito con la testa, e abbiamo visto (nella serie) BOB riflesso dall’altra parte al posto di Cooper. Harry e il dottore si muovono appena sentono il rumore. Nel bagno vediamo Cooper ridere e ripetere “Come sta Annie?”. Sembra stia prendendo in giro la preoccupazione da cavaliere senza macchia con cui aveva chiesto subito notizie dell’amata, recitando la parte del Cooper buono a beneficio dello sceriffo e del dottore. Accorgendosi che Harry sta per sfondare la porta del bagno, chiusa a chiave, si sdraia a terra, pronto a recitare di nuovo. Truman e il dottore irrompono e lo aiutano a rialzarsi.

“Sono scivolato e ho sbattuto la testa contro lo specchio. Il vetro si è rotto quando la testa l’ha colpito. Mi ha colpito quanto fosse buffo, Harry. Hai capito? Mi ha colpito quanto fosse buffo”. Dottore: “È meglio che torni a letto”. Cooper: “Ma non mi sono ancora lavato i denti…”. Torna a guardare Harry con uno sguardo spento.

Dissolvenza in nero. Assolvenza su un cucchiaio di crema di mais su uno sfondo rosso. In sottofondo il vento e una musica inquietante. Titoli di coda. Si sentono dei suoni come di elettricità e luci intermittenti bianche e blu.

Questo piccolo passo oltre la fine della seconda stagione, anche se non aggiunge sostanzialmente molto in termini di trama, emotivamente è vertiginoso: peccato che sia stato espunto dal film, perché avrebbe aperto al futuro, alla prospettiva di un vero proseguimento della serie al cinema (Lynch avrebbe voluto fare altri due film per continuare la storia). Visto col senno di poi,  ci fa  dare una prima occhiata a….

SPOILER TERZA STAGIONE:

Spoiler
…quello che sarebbe diventato Mr. C. nella terza stagione.

Le ultime righe dello script dicono:

238.        LOGGIA NERA/RED ROOM

	Laura è seduta.  Appena i titoli di testa iniziano...

	L'inquadratura di allarga e vediamo che Laura è seduta sulle ginocchia di Cooper.

							DISSOLVENZA.


				  THE END

Non c’è dubbio che la chiusa con Laura, Dale e l’angelo sia molto, molto più efficace, lasciando uno spiraglio di speranza dopo tanta cupezza.  “Gli angeli ritorneranno. E quando vedrai quello che dovrà aiutarti, piangerai di gioia”. Ma io penso che questa frase si riferisca non all’angelo svolazzante ma a Cooper in qualità di angelo custode (o meglio di bodhisattva, il virtuoso che vuole salvare tutti gli altri pur avendo già conseguito l’illuminazione personale).  A tal proposito, scrivevo su I segreti di David Lynch che il finale di Fuoco cammina con me potrebbe essere considerato “il vero finale di tutta l’odissea twipeaksiana, in un tempo fuori dal tempo (in che anno siamo?), con Laura e Cooper di nuovo giovani (i loro volti prima di essere concepiti, direbbe un buddhista zen), riuniti in pace davanti a una luce bianca che li pervade. A me piace pensarlo”.

Come sappiamo tutti, Fuoco cammina con me fu pesantemente tagliato per stare sotto le tot ore di durata, togliendo tutte le parti di “alleggerimento” e di apertura agli altri abitanti di Twin Peaks, e fu accolto con ostilità dalla critica e dalla maggior parte del pubblico, provocando una quasi letale battuta d’arresto al progetto. Fu dura riprendersi per Lynch, che amava molto quella sua strana creatura. Le accuse di aver voluto continuare a sfruttare la sua gallina dalle uova d’oro mancavano del tutto il bersaglio, perché se avesse voluto fare un film commerciale Lynch avrebbe semplicemente dato al pubblico quello che si aspettava e voleva: un proseguimento della storia, punto e basta, anziché quello strano prequel con squarci del futuro. Nonostante l’infondatezza delle critiche, Lynch accusò il colpo, e uscì stremato da quell’esperienza. Il suo film successivo sarebbe arrivato solo cinque anni dopo. Ma Lynch non è un tipo che si abbatte facilmente: aveva rialzato la testa all’epoca di Dune, e lo avrebbe rifatto ancora. Nel frattempo, il mito di Fuoco cammina con me cresceva col tempo, il film veniva sempre più rivalutato e capito, e i fan cominciavano a chiedere a gran voce di vedere tutte le scene tagliate di cui giravano insistenti voci. Addirittura si parlava di un’ora e mezza di scene inedite! Quando finalmente i diritti del film tornarono alla CBS, Lynch decise che era giunto il momento di dare nuova vita alla sua opera non più così incompresa. La restaurò per la versione in HD del cofanetto The Entire Mistery e curò personalmente il montaggio dei Missing Pieces, ma come un contenuto a sé stante, non integrandoli nel film finito. Al grande entusiasmo suscitato dall’uscita del cofanetto seguì la notizia che tutti noi avevamo sperato, contro ogni logica: la terza stagione di Twin Peaks si sarebbe fatta. Ambientata a distanza di venticinque anni dalla prima, tutta scritta da Lynch e Frost, tutta diretta da Lynch stesso. “Ci rivedremo tra 25 anni” aveva detto Laura a Cooper. E così è stato. Sebbene il cofanetto si intitolasse “The Entire Mystery”, evidentemente non c’erano ancora tutti i pezzi a disposizione…

E oggi, che è uscito un cofanetto intitolato “Dalla Z alla A”? Come potete vedere nell’ultima immagine di copertina della guida, dove mi sono divertito a comporre puntata dopo puntata il puzzle dell’immagine sul cofanetto del 2014, alcuni pezzi sono ancora mancanti. Non li ho messi tutti quanti volutamente. Da una parte perché alcuni saranno sempre lasciati alla nostra immaginazione e alle nostre interpretazioni. Su “I segreti di David Lynch” ho analizzato la terza stagione facendo tesoro dell’esperienza di questa guida, e lì trovate oltre cento pagine dedicate ai nuovi segreti di Twin Peaks (e altre dedicate a Strade perdute, Mulholland Drive e INLAND EMPIRE), e trovate anche la storia della serie ai tempi di Facebook e dei nostri gruppi. nonché i miei approfondimenti e le mie ipotesi sui punti più oscuri e meravigliosi di questo Ritorno, dai funghi atomici al misterioso finale, un ritorno  che stavolta ha ammaliato subito la critica e diviso, come al solito con Lynch, il pubblico, scontentando soprattutto quelli che si aspettavano un proseguimento con la stessa atmosfera, e risposte definitive o più chiare. Come al solito, Lynch invece ha fatto quello che gli pareva, e, forte di una libertà artistica senza precedenti, ha impresso alla storia la direzione che più gli era congeniale oggi, rendendo la terza stagione un’ulteriore tappa del suo percorso artistico e umano.

Ma c’è un’altra ragione per cui non ho completato il puzzle di Laura nell’ultimo episodio di questa guida ai Missing Pieces. Ne ho giù parlato nella cronistoria di Twin Peaks su questo sito. Non l’ho completato perché la speranza è sempre la stessa, trent’anni fa come oggi: che succeda ancora.

Grazie a tutti voi per avermi seguito con costanza in questo lungo viaggio nelle profondità dell’impero della mente di Lynch e nell’imprevedibilità del suo cuore selvaggio. Se questa guida vi è piaciuta, considerate di sostenere il mio lavoro acquistando i miei libri: attualmente sia I segreti di David Lynch sia Il mio terzo dizionario delle serie tv cult. Da Alias a Westworld (come i precedenti volumi, è autonomo: ogni volume tratta serie differenti) sono disponibili in libreria (a questo link, per esempio, potete verificare la disponibilità in negozio nelle Feltrinelli) e, fino a esaurimento scorte, li potete ordinare negli store online. Se già li avete, recensiteli nei vari store con tutte le stelle che potete, se vi sono piaciuti! E considerate anche di esprimere il vostro apprezzamento su questo sito consigliando la pagina facebook: cliccando su questo link  potete scrivere due parole sulla vostra esperienza.  E infine massive, massive quantities of thanks a David Lynch stesso, ovviamente, senza il quale non ci sarebbe stato niente da dire. Ti vogliamo bene e non vediamo l’ora che torni a farci sognare.

Seguimi anche su facebook e su instagram!

Dello stesso autore:

Trovate la prima parte della guida qui:

‘TWIN PEAKS: THE MISSING PIECES’ – GUIDA ALLA VISIONE (1 DI 6)

La seconda parte qui:

‘TWIN PEAKS: THE MISSING PIECES’ – GUIDA ALLA VISIONE (2 DI 6)

La terza qui:

‘TWIN PEAKS: THE MISSING PIECES’ – GUIDA ALLA VISIONE (3 DI 6)

La quarta qui:

‘TWIN PEAKS: THE MISSING PIECES’ – GUIDA ALLA VISIONE (4 DI 6)

E la quinta qui:

‘TWIN PEAKS: THE MISSING PIECES’ – GUIDA ALLA VISIONE (5 DI 6)

Share Button

One comment

  1. Grazie a te per aver chiuso il cerchio, è stato un piacere rileggere e concludere finalmente questa fantastica guida!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *