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Twin Peaks 3×07 “There’s a body all right”: la recensione

di Matteo Marino
3 agosto 2017

Spoiler alert: Questa recensione contiene testo e immagini spoiler per chi non ha visto la settima parte del nuovo Twin Peaks.

Piccola premessa: poiché Lynch considera questa serie come un film di 18 ore, più che scrivere una recensione classica cercherò di condividere con voi i miei appunti ancora grezzi e porre qualche domanda anziché dare risposte, sperando che si rivelino poi le domande giuste. Ci sarà spazio per articoli di approfondimento più avanti, tenendo comunque ben presente che non tutti gli elementi alla fine potrebbero avere una spiegazione univoca o narrativa: con Lynch c’è sempre spazio per i misteri, le interpretazioni personali e le astrazioni.

Bentornati a Twin Peaks.

Proseguite solo se avete visto la 3×07. SPOILER ALERT.


Credo di essere fatto!

Jerry Horne sta avendo un trip. Negativo a quanto pare. È nei boschi di Twin Peaks ma non sa dove. Gli hanno rubato la macchina, dice. A differenza del fratello Benjamin, non sembra per niente cambiato. Interessante il fatto che la soggettiva di Jerry ci mostri insistentemente solo gli alberi. Nessun’aura strana, nessuna luce, deformazione ottica, tunnel da trip. Solo alberi.

Il diario segreto di Laura Palmer
Quando i progetti non vanno in porto o non vanno come dovrebbero, spesso se ne parla nelle interviste. Lo stesso Lynch, di solito avaro di particolari, si lascia andare in Io vedo me stesso (riedizione aggiornata di Lynch secondo Lynch di Chris Rodley), descrivendo che cosa avrebbe fatto delle pagina mancanti del diario di Laura Palmer se la serie fosse proseguita:

3x07 Lynch parla delle pagine mancanti al diario di Laura

 

Chris Doyle: Il film [Fuoco cammina con me] gioca spesso con la nozione di tempo. Dale Cooper, per esempio, viene nominato in una scena ancor prima del suo arrivo in città.
David Lynch: Esattamente. Sebbene in realtà non ami parlare di ciò che faccio, su quella scena, che è poi quella in cui Annie compare improvvisamente sul letto di Laura, una cosa devo pur dirla. Tutto ciò avviene prima che Laura venga assassinata e quindi prima che Coop sia giunto a Twin Peaks. Annie appare coperta di sangue e con addosso lo stesso identico vestito che porta allorché, nella serie, si trova con Cooper nella Stanza Rossa, cioè nel futuro. Dice a Laura: “Il buon Dale è nella Loggia e non può uscire. Scrivilo sul tuo diario”. E io so che Laura ne ha preso nota, in un angolino del suo diario. Ora, se la serie di Twin Peaks fosse proseguita, qualcuno avrebbe potuto ritrovare quel diario. Tuttavia, a causa del trascorrere del tempo e del verificarsi di determinati eventi, a quel punto quella frase non avrebbe senso, mentre in precedenza la risposta sarebbe stata: “Cosa? Ma se Cooper non è nemmeno arrivato in città!”. Così si che ha senso. È come se nel 1920 qualcuno avesse fatto il nome di Lee Harvey Oswald, e soltanto in seguito si fosse capito tutto. Speravo davvero che ne sarebbe uscito qualcosa, e poi mi piaceva l’idea che la storia andasse avanti e indietro nel tempo.

Da FWWM (gif by vanityfair.com)

Da FWWM (gif by vanityfair.com)

27 anni dopo, però, la serie è proseguita. Ed ecco realizzata quell’idea. Un mistero è risolto, dunque: Hawk, secondo la Signora Ceppo, doveva trovare proprio le pagine strappate dal diario segreto di Laura Palmer affinché lo aiutassero nella ricerca di Cooper. Non sappiamo ancora come.

3x07 Una pagina del diario segreto di Laura Palmer

Certo, come spesso in Lynch la soluzione di un mistero è una porta che si spalanca per farne entrare altri. In Fuoco cammina con me Laura sogna Annie dopo aver consegnato il diario a Harold Smith, quindi sembra esserci un’incongruenza nella cronologia degli eventi. È anche vero che Laura avrebbe potuto scrivere quelle pagine a casa del suo amico… ma allora come avrebbe fatto Leland a strapparle – sempre che la ricostruzione di Hawk sia corretta? Per non parlare del fatto che Laura in FWWM nasconde il diario da Harlod proprio perché si accorge che qualcuno ha strappato delle pagine… Che dire? Se Hawk e lo sceriffo Truman accettano che Laura abbia nominato Annie e Cooper prima di conoscerli, noi possiamo sospendere l’incredulità per un momento e vedere dove ci porterà questa storia, che sia un errore di continuity o un altro mistero. Anche perché non è finita: manca una quarta pagina, a detta di Hawk; sempre che non sia quella scritta tra il 22 e il 23 febbraio 1989, giorno della morte di Laura, e che viene consegnata a Donna Hayward dopo la morte di Harold Smith nella seconda stagione.

I due sceriffi Truman
Michael Ontkean, che si è ritirato a vita privata alle Hawaii, come sapevamo non è nel cast annunciato di Twin Peaks 3. Lynch e Frost allora, anziché rimpiazzarlo con un altro attore, hanno chiamato a vestire i panni di suo fratello Frank il bravissimo Robert Forster, che nel 1989 era stato costretto a rinunciare proprio al ruolo dello sceriffo Harry Truman a causa di un impegno precedente. Il personaggio di Harry però è sempre presente, Frank lo sente al telefono (ma noi non sentiamo la sua voce) e capiamo che sta lottando contro un brutto male. Purtroppo una sorte reale per molti interpreti del cast storico: Miguel Ferrer/Albert Rosenfield, Catherine E. Coulson/Margaret Lanterman, Warren Frost/Dr. Hayward. Proprio per questo la breve telefonata tra fratelli suona così… giusta. Warren Frost, che poi è il papà di Mark, è scomparso questo febbraio. Affetto da Alzheimer, grazie a Skype ha potuto fare, in questa settima parte del nuovo Twin Peaks, la sua apparizione. La puntata è dedicata a lui. Ed è lui a metterci la pulce nell’orecchio sul fatto che Bad Cooper, uscito di soppiatto da terapia intensiva, forse era passato a trovare Audrey Horne in coma 25 anni prima… e forse, come in Parla con lei di Almodovar, l’ha messa incinta di Richard. Fan Theory. Staremo a vedere.

Resta a pescare sulla riva più soleggiata, Doc.

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gif by vanityfair.com

 

I codici & segreti di Twin Peaks

I riflessi del sole sui finestrini dell’aereo su cui viaggiano Gordon, Tammy, Diane e Albert vi sono sembrati innaturali e credevate di essere fatti? Guardiamoli al rallentatore.

Forse non eravate fatti, o almeno abbiamo preso tutti la stessa droga. Michael Godinez (come riportato anche da welcometotwinpeaks.com) ha messo fine ai dubbi postando questa versione della scena al negativo, che rivela le maschere digitali aggiunte in postproduzione per coprire finestrini differenti a seconda del fotogramma…

In molti hanno pensato a un messaggio da decifrare e in molti ci hanno provato (codice binario? morse? braille? note? accordi? la melodia fischiettata da Gordon Cole in questa stessa puntata tra mais e bomba atomica? le dita su un flauto a sei fori tipico dei nativi americani? il flauto suonato da Windom Earle?). A quanto ne so, nessun’analisi è stata conclusiva.

Intanto a bordo dell’aereo Tammy passa un’altra prova, comunicando a Gordon dell’impronta al contrario, che corrisponderebbe al secondo “very” pronunciato da Cooper in prigione: “yrev”, very al contrario, appunto. Poi vediamo l’unica foto scattata a Cooper negli ultimi 25 anni. “L’ultima volta che abbiamo controllato apparteneva a una ragazza di Ipanema”, dice Albert. Come già successo molte volte nei missing pieces (vedi la Guida, che nei prossimi 25 anni conto di completare), una frase sembra presa pari pari da una canzone del passato. In questo caso, The girl from Ipanema, celeberrima bossa nova che è stata un’hit internazionale nel 1964 ed è stata cantata da tantissimi interpreti negli anni, da Frank Sinatra a Amy Winehouse. Non sappiamo se prendere il riferimento alla lettera (cioè se davvero la casa ora appartiene a una ragazza di Ipanema), o se è un altro codice tra Gordon e Albert.

Fuck you, Tammy
In due puntate, Diane è giù cult. Tutti vorremmo essere mandati affanculo da lei almeno una volta nella vita.

Tesissimo il confronto tra lei e Mr C. Cos’è successo quella notte? Chi è ora Dale Cooper? “Non è il tempo che è passato, o quanto è cambiato, o l’aspetto che ha ora… c’è qualcosa che decisamente gli manca, dentro…”

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gif by vanityfair.com

 

Ovviamente, è subito fan art:

 

Part 7 by Cristiano Siqueira

Part 7 by Cristiano Siqueira

Questa è una puntata in cui succedono anche un mucchio di altre cose: assistiamo allo strano appuntamento mancato di Andy alle 4:30 (e 430 era uno dei nuovi indizi del “Gigante”); abbiamo la certezza che il cadavere senza testa sia quello del Maggiore Briggs, anche se il corpo appartiene a una persona sui cinquant’anni mentre il Maggiore dovrebbe essere sulla settantina (e la morte risale a cinque/sei giorni prima); conosciamo i Fusco (Detective D. Fusco, Detective T. Fusco e Detective “Smiley” Fusco), improbabile terzetto che interroga Dougie Jones (ma incappa in Janey-E) – sono tre come le tre lady in rosa dei fratelli Mitchum (Twin Peaks, come sempre, adora le simmetrie); Dougie, aiutato dall’Evoluzione del Braccio, sventa l’attentato alla sua vita muovendosi “come un cobra”; la chiave della stanza 315, spedita da Jade, raggiunge Benjamin Horne e la sua assistente Beverly (c’è un suono che non riescono a capire da dove provenga e cosa sia… listen to the sounds); conosciamo il marito di Beverly, molto malato e geloso (non so perché ma questa scena mi ha fatto molto Deadly Premonition); Mr C. evade dal carcere ricattando il direttore. E qualcuno ha visto Bing?*

*UPDATE: come ci scrive Marco, in realtà alla fine è Bing che entra nel locale e chiede “Qualcuno ha visto Billy?”. La produttrice esecutiva Sabrina S. Sutherland ha confermato che c’è stato un errore nei sottotitoli… 

Il ritmo della puntata è senz’altro più accelerato rispetto al solito, ma può anche rallentare bruscamente, con un tizio che spazza per terra alla Roadhouse per due minuti e mezzo consecutivi.

Presi dall’ansia della trama, di sapere cosa sta succedendo e cosa accadrà, assistere a una scena diltata come questa (marchio di fabbrica di Lynch da sempre) può essere esasperante, ma funziona anche da antidoto alla fretta, invito alla riflessione, a considerare altri punti di vista sulla realtà, a concederci degli spazi vuoti, non obbligatoriamente in cerca di emozioni e informazioni. E poi chi ha mai ripreso un tizio che spazza in terra senza stacchi per due minuti e mezzo?

La 3×07, che avvertiamo così piena di avvenimenti nonostante la (o forse anche grazie alla?) “pausa” della scopa, è stata una puntata molto apprezzata dai fan e, per gli standard lynchiani, probabilmente è la puntata più didascalica di Twin Peaks mai fatta. Sicuramente lo è tra quelle dirette e scritte da Lynch stesso: tante risposte (finalmente molti puntini vengono uniti, e questo sicuramente ha soddisfatto tanti, insieme a una presenza sempre più forte della cittadina di Twin Peaks) accanto a domande nuove, ma chiare. Certo, c’è ancora un uomo nero che si aggira a Buckhorne (sarà sempre lo stesso?) di cui non sappiamo nulla. E il nuovo senso di sicurezza che abbiamo cominciato ad avvertire nel muoverci all’interno di una trama che, seppure frammentata, scopriamo sempre più coerente e coesa, è destinato a essere spazzato via nel giro di una settimana. Perché ci sarebbe stata la Parte 8. E niente sarebbe stato più come prima.

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3 comments

  1. No 18 ore sono 18 parti pEr il diario le pagine erano già strappate quindi perdute….quando Laura porta il diario a Harold per il resto l’articolo è ben scritto ma da stasera ci aspetta un grande ritorno parlo della parte 12

  2. In realtà alla fine è Bing che entra nel locale e chiede “Qualcuno ha visto Billy”. La responsabile di produzione ha detto che c’è stato un errore coi sottotitoli…

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