È uscito “Twin Peaks – Il dossier finale”: com’è e a quali domande risponde

di Matteo Marino
5 dicembre 2017

PARTE NO SPOILER DELL’ARTICOLO
Oggi è uscito in italia, edito da Mondadori in hardcoverTwin Peaks – Il dossier finale. Il libro, firmato dal coautore della serie Mark Frost, promette di fornire diverse risposte a fronte di molte questioni lasciate in sospeso o non del tutto chiarite nella terza stagione, ma anche di raccontare il destino di alcuni personaggi tra la fine della seconda e l’inizio della terza (vedi la parte SPOILER dell’articolo, più avanti). Quanto a quest’ultimo punto, era un po’ quello che molti si aspettavano dal precedente libro di Frost, Le vite segrete di Twin Peaks, anche perché un prematuro comunicato stampa della casa editrice Flatiron Books diceva chiaramente che il volume avrebbe rivelato “quanto è successo agli abitanti di quell’iconica cittadina da quando li abbiamo visti per l’ultima volta 25 anni fa”.
Ecco, quel comunicato calza a pennello a questo secondo volume, che dunque è un po’ un prequel di Twin Peaks – The Return e un po’ un’espansione, nel senso che effettivamente chiarisce alcuni dubbi su quanto abbiamo visto quest’estate. Il rischio, ovviamente, è quello di togliere un po’ di mistero, ma Frost riesce a trovare, a mio parere, un ottimo equilibrio, facendo luce su molto lasciando ampio margine di speculazione su molto altro.
Le teorie avanzate in questi mesi dagli spettatori trovano una plateale conferma o una clamorosa smentita nel libro, e questo fa del dossier finale un indispensabile compendio per tutti i fan che vogliano immergersi nella visione del coautore della serie e trovare un po’ di pace grazie ad alcuni punti fermi narrativi che qui vengono fissati con chiarezza. Da questo punto di vista, il libro è ampiamente soddisfacente. Da un punto di vista stilistico e grafico, Il dossier finale non ripete però il tour de force de Le vite segrete di Twin Peaks, che risultava eccezionale nell’abilità di proporre una polifonia di voci (splendidamente rese dalla traduzione di Stefano Massaron, che si è occupato anche di questo secondo volume), arricchite da un vasto materiale iconografico e da soluzioni tipografiche affascinanti e composite. Nel Dossier finale, invece, la voce narrante è una, la lettura scorre molto più liscia, a mo’ di resoconto dei fatti lineare e commentato da un punto di vista unico e preciso (con due sole, apprezzate eccezioni), e non ci sono che poche illustrazioni. Chi ha trovato le divagazioni de Le vite segrete non di suo gusto o a tratti noiose (specie quelle ufologiche), non avrà problemi con questo secondo volume, che si concentra davvero “solo” su Twin Peaks e i personaggi che conosciamo bene. Chi ha apprezzato la varietà e l’aspetto ludico e impegnativo del primo volume, si rammaricherà dell’assenza di queste caratteristiche , ma troverà il prolungamento di quell’esperienza del tutto coerente (e alcune delle palesi incongruenze de Le vite segrete troveranno una risposta).
Le vite segrete di Twin Peaks mi è sempre sembrato una sorta di mega “Bibbia” della cittadina (in gergo televisivo, la Bibbia è un faldone-guida contenente la storia pregressa e la filosofia di una serie): come molti attori immaginano un background per i loro personaggi, cioè dei retroscena che non vengono raccontati su schermo ma che permettono agli attori di dare alla loro performance maggiore profondità e coerenza, così Mark Frost con Le vite segrete mi sembrava avesse fatto lo stesso con uno degli attori principali della serie, la cittadina stessa, narrandone la storia dal 1805 ai giorni nostri, dagli Indiani d’America alle centrali nucleari. Il dossier finale è più convenzionale, concentrandosi molto di più sulle persone, sul background dei personaggi che amiamo. Questo rende i due libri perfettamente complementari. L’unico vero difetto, forse, risiede nel fatto che, essendo il narratore del Dossier finale per forza di cose un po’ distaccato rispetto agli eventi e alle persone coinvolte, il suo racconto a volte manca di atmosfera e di coinvolgimento, confrontato con la serie. D’altro canto, la non perfetta conoscenza da parte del narratore di tutti i retroscena, ci permette di colmare alcuni vuoti con ciò che soltanto noi possiamo sapere in quanto spettatori di tutte e tre le stagioni, e questa collaborazione attiva del lettore richiesta dal testo per dare un senso più profondo e preciso a quanto esposto regala almeno due momenti da pelle d’oca. È un effetto voluto, che conferma la maestria di architetto di storie seriali di Mark Frost.
In definitiva, trovo entrambe le letture da non perdere per i fan di Twin Peaks, mentre assolutamente ostiche per chiunque altro. Per capirci, Il diario segreto di Laura Palmer poteva e può essere letto anche come un’introduzione alla serie; i due libri di Frost sono rivolti a coloro che la conoscono già perfettamente.

Quando leggere i due libri. Il momento migliore per leggere Le vite segrete di Twin Peaks è appena prima di iniziare la terza stagione (ma merita una rilettura a stagione conclusa, perché molti particolari brillano di luce nuova dopo la visione). Twin Peaks – Il dossier finale invece va letto tassativamente dopo The Return, per non rovinarsi alcune delle scoperte e dei colpi di scena che Lynch e Frost hanno disseminato lungo le puntate.

In questa recensione non ho intenzione di sostituirmi al libro, facendo un riassunto delle risposte fornite da Frost. C’è il libro apposta! Però penso possa essere interessante sapere a quali domande risponde, anche per consentirvi di capire se l’acquisto del libro possa fare al caso vostro. Una specie di trailer, diciamo così. Quindi se non volete sapere assolutamente niente del contenuto del libro, non proseguite la lettura. Se invece volete sapere un po’ di più, senza rovinarvi comunque il piacere di scoprire le risposte solo e soltanto sul libro, proseguite pure. Ovviamente, se non avete visto la terza stagione, non andate avanti! E rimediate subito.

PARTE (minor) SPOILER DELL’ARTICOLO
A quali domande il libro risponde. Che fine ha fatto Leo Johnson? Perché Donna Hayward non compare nella terza stagione? Come sta Annie? Cosa caspita è capitato a Audrey Horne dopo l’esplosione e dove si trova ora? In che modo Jacoby è diventato il Dr. Amp? James Hurley è sempre stato cool? Chi ha ereditato il ceppo della Signora Ceppo? Com’è avvenuto il passaggio di consegne da Harry Truman al fratello Frank? È possibile capire cosa davvero voleva ottenere Bad Cooper con tutte le sue macchinazioni? Che ci faceva Phillip Jeffries in Argentina? Possiamo ora parlare di Judy, o meglio di Joudy, almeno un pochino? Qual è l’identità della ragazza in New Mexico che inghiotte la rana alata? Chi si trovava alla stazione dello sceriffo, come ricorda il commiato di Dale Cooper? E soprattutto, cos’è successo a Laura Palmer e ai genitori Sarah e Leland dopo che… non riesco neanche a scriverlo… dopo quello che abbiamo visto capitare al suo cadavere nella 3×17?

Il libro ovviamene non si limita a questo: questi sono gli interrogativi maggiormente eclatanti che ricevono una risposta, ma ci sono tanti altri personaggi che vengono raccontati (Windom Earle, Shelly e Bobby, Norma e Big Ed) e ulteriori retroscena. Ad alcune domande Mark Frost risponde in maniera così chiara che sono rimasto a bocca aperta per come pone fine a certe – per me comunque affascinanti – incertezze e speculazioni. Ad altre domande risponde in modo che le nuove informazioni non possono che generare nuovi interrogativi. Se saremo noi a dare le risposte oppure una quarta stagione, chi può dirlo. Quello che è certo è che Twin Peaks continua.

Estratto dal libro.

DATA: 6 settembre 2017
DA: TAMARA PRESTON, Agente speciale
A: GORDON COLE, Vicedirettore

Caro Vicedirettore Cole,
In seguito alla sua richiesta dello scorso anno, al termine della mia indagine sul Dossier dell’Archivista, le sottopongo il mio rapporto conclusivo.

L’archivio – che terminava bruscamente il 28 marzo 1989, con l’improvvisa scomparsa del maggiore e la sua presunta morte – ci ha lasciato con molteplici piste investigative da seguire. Come mi ha suggerito lei stesso quando mi ha affidato l’incarico, ho condotto la mia indagine “fin dentro ogni più piccolo anfratto e ogni nicchia” in cerca di risposte. Per dirlo con parole più semplici, ora “l’Archivista” sono io.

Inoltre, come da lei richiesto, ho iniziato questo progetto nella città di Twin Peaks, tentando di aggiornarla sulle vicende di molti residenti della cittadina – parecchi dei quali lei conosce personalmente – nei decenni intercorsi. Ho appreso parecchie cose sorprendenti – le sue parole, “questi boschi sono pieni di segreti”, mi appaiono immediatamente un chiaro eufemismo – mentre tante altre riflettono lo stupefacente tasso di cambiamento che ogni comunità, grande o piccola che sia, affronta nel corso di un quarto di secolo di storia.

A livello personale, però, voglio condividere con lei il fatto che, nonostante il prezzo pagato dalla mia innocenza o ingenuità a fronte di queste verità circa la condizione umana – all’inizio, ora non fatico ad ammetterlo, è stato un prezzo “considerevole” -, riemergo da questa esperienza con un senso di gratitudine per la saggezza che mi ha regalato, e con una mente più forte per via delle dure lezioni che ho imparato.

Mi auguro soltanto, per quanto piccolo possa essere il mio contributo, di poter dedicare tutta la mia energia e determinazione al progetto finché il destino me lo permetterà.

Con profondo rispetto,

TAMARA PRESTON, AGENTE OPERATIVO
TASK FORCE BLUE ROSE

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One comment

  1. Il fatto che certe cose le abbiano scritte in questo libro anziché metterle in scena mi fa rimanere un po’ di sasso, se devo essere sincero…

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